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Attualità Orta di Atella

Bufera sul presidente del Consiglio. "Tagliati fuori dalle decisioni"

I consiglieri di opposizione furiosi: "È nata una maggioranza che ha le poltrone come unico collante"

Scoppia la diatriba alla vigilia del primo consiglio comunale dell'era Vincenzo Gaudino ad Orta di Atella, convocato per oggi alle 18. Ad accendere la miccia sono i consiglieri comunali di opposizione Gianfranco Arena (ex candidato sindaco), Maria Iovane e Pasquale Lamberti di “Noi Orta Viva”, Antonio Russo di “Agire”, Raffaele Lampano di “Alternativa per Orta” e Giovanna Migliore dei “Moderati per Orta” che, in una nota congiunta, non le hanno mandate a dire alla maggioranza accusandola di 'poltronismo'.

“È nata una maggioranza che ha le poltrone come unico collante - hanno sottolineato i consiglieri di opposizione - È davvero stucchevole notare come il cartello elettorale ”Unione progressista”, si stia sfaldando a colpi di poltrone. Prima i riformisti e democratici, chiedevano al sindaco Gaudino una giunta tecnica e di superare tutti gli accordi politici pre-elettorali, una chiara provocazione al movimento di città visibile, di far fare un passo indietro al loro leader Vincenzo Tosti, attuale vice sindaco, che con fare democristiano, ha raggiunto con un tatticismo doroteo, l’obiettivo di sedere in giunta insieme a Marilena Belardo. Quindi il Movimento Città Visibile, con due posticini al sole, blinda l’accordo politico con il sindaco Gaudino, dimostrando dimestichezza con il potere e capacità di manovre nella stanza dei bottoni di mastelliana memoria. Ma la tragedia greca non finisce qui. L’altro alleato di maggioranza, Orta in Movimento, rappresentato dal rivoluzionario cubano il senatore Fabio Di Micco, sente addirittura la necessità di rendere pubblicamente il proprio “appetito istituzionale”, rivendicando la poltrona di presidente del consiglio comunale”.

"Il ruolo del presidente del consiglio comunale è da sempre una carica istituzionale super-partes, votato nel consiglio comunale da maggioranza e opposizione - aggiunge la minoranza consiliare - Come può essere super -partes una figura scelta in base ad accordi elettorali di una coalizione in segrete stanze? Il senatore Di Micco, che ha condotto una campagna elettorale sciacquandosi la bocca con parole di cambiamento (anche lui), legalità e trasparenza, come coniuga tutto ciò con la richiesta pubblica di una poltrona di velluto, in barba ad ogni bon ton istituzionale? Nemmeno la decenza di attendere la convocazione di una conferenza di capigruppo, per proporre alle forze di opposizione un nome condiviso, un metodo di scelta che sia in discontinuità con il passato, che faccia realmente da garante alle attività consiliari. Niente di tutto ciò. Il senatore, pubblicamente chiede tutto e subito! La politica come merce di scambio, il consenso elettorale come cambiale elettorale da riscuotere in un unica soluzione. Senatore , come cambiamento intendeva accordi da prima Repubblica per prebende ed incarichi? È vero che il papabile presidente del consiglio comunale, il consigliere Carbisiero è imparentato con il sindaco Gaudino? Sarebbe un vero è proprio affare di famiglia, la presidenza del consiglio comunale, altro che cambiamento questo è familismo amorale!".

"I riformisti democratici, tra presidenza dell’acquedotto (non erano per l’acqua pubblica?), assessorati con deleghe pesanti (non erano per il dimezzamento degli stipendi?), stanno ostacolando la composizione della giunta, forti del loro peso politico e numerico. Le due caselle mancanti della giunta Gaudino, sono un ulteriore avvertimento ai tostiani e de micchiani fintistellati: “ccà a pezz ccà o’sapone”! Un quadro desolante, i cittadini ortesi non meritano questo marcimonio “do ut des”, la città ha bisogno di riprendersi la propria dignità, i cittadini di avere servizi pubblici fruibili e funzionanti e non di una classe dirigente di nani e ballerini", concludono i consiglieri di opposizione.

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