Bilancio, via libera a Marino: Italia Viva non vota, Marzo s’allinea al sindaco

Polemiche sul nodo dei 18 milioni ‘esclusi’ dal Rendiconto e dal previsionale. Il primo cittadino difende Pica: “Chi afferma il contrario, accompagneremo il Comune al terzo dissesto”

Il consiglio comunale a Caserta

E’ stato naturalmente il rebus dei 18 milioni del Fondo Anticipazione di Liquidità (Fal) a concentrare l’attenzione della discussione del consiglio comunale di Caserta che ha dato il via libera al bilancio previsionale, ultimo ostacolo per la maggioranza guidata dal sindaco Carlo Marino in vista delle elezioni amministrative del prossimo anno. Un nodo non di piccolo conto, come sottolineato anche dal collegio dei revisori dei conti (2 hanno dato parere positivo con riserva, il presidente Giuseppe Fattopace invece negativo), collegato ai soldi ricevuti per ripianare i debiti del passato e che, secondo una sentenza della Corte di Cassazione relativamente al Comune di Napoli, dovrebbero essere inseriti come massa passiva nel Rendiconto 2019 e, di conseguenza, anche nel bilancio di previsione. L’assessore Federico Pica, però, ha contestato questa direttiva, con un documento inviato a 24 ore dalla discussione a tutti i consiglieri, e controfirmato anche dal professore Cossiga (specialista nella materia), spiegando che seguendo l’ipotesi avallata dalla Cassazione.

Dalla maggioranza, le voci contrarie sono state quelle di Antonio Ciontoli e di Mario Russo; quest’ultimo ha spiegato, a nome dei consiglieri di Italia Viva, il motivo per cui non avrebbero partecipato al voto: “Dal punto di vista tecnico, manca la condivisione e lo snellimento dei procedimenti amministrativi che avevamo chiesto - ha spiegato Russo - Il voto si è ridotto ad un atto di fede nella competenza del professore Pica, ma io non ho le adeguate certezze che ciò che afferma sia vero. Dal punto di vista politico - ha aggiunto - non lo possiamo votare perché siamo estranei alla maggioranza e non condividiamo l’azione amministrativa”. La scelta di astenersi dal voto, però, ha permesso al sindaco Carlo Marino di superare l’ostacolo del bilancio: in caso di voto contrario, infatti, il centrosinistra avrebbe rischiato di andare sotto nei numeri”.

Voce dolente anche quella di Donato Tenga che, anche a nome di Mimmo Guida, ha espresso tutta la sua delusione per il “cambio di passo che non c’è stato. Noi ci mettiamo la faccia, ma siamo ostacolati da una macchina amministrativa incapace e non collaborativa”. E poi la frecciata proprio ad Italia Viva che ha lasciato il consiglio: “Bisogna assumere una posizione chiara. Li invito a votare no”. Marino ha però incassato il voto favorevole di Massimiliano Marzo, eletto in Forza Italia e poi transitato nel gruppo di Zinzi, che ha annunciato il proprio sì giustificandolo con l’approvazione del progetto di piazza Vetrano a Falciano (il regno dei Marzo). Una posizione che ha provocato la reazione di Stefano Mariano e Norma Naim che hanno invitato il consigliere a passare in maggioranza, mentre Riccardo Ventre ha annunciato una segnalazione alla Corte dei Conti sul bilancio. Il sindaco Marino, difendendo il lavoro dell’assessore Pica, ha sottolineato: “Chi dice che dobbiamo fare una cosa diversa, vuole accompagnare il Comune verso il terzo dissesto. Produrremo una nota al ministero per quello che deve essere l’applicazione del Rendiconto 2019, abbiamo già chiesto anche all’Anci nazionale di intervenire”.

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La votazione finale è stata accesa da un’altra polemica, su un emendamento al bilancio che non è stato inviato ai consiglieri comunali che se lo sono ritrovati in votazione senza essere a conoscenza del contenuto e senza neanche il parere dei revisori del Comune. Dopo una lunga discussione, che ha infiammato i consiglieri (col presidente del consiglio Michele De Florio che si è assunto l’errore del mancato invio dei documenti), si è passati alla votazione conclusa con 16 a 9 (assenti anche Camillo Federico della maggioranza ed Enzo Bove dell’opposizione).

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