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Comune, la tensione sale per il voto sui bilanci. Occhi puntati sulle mosse di 2 ex aspiranti sindaci

In maggioranza sono convinti di riuscire a superare l'ostacolo anche grazie ad una opposizione "non granitica". Speranza per Caserta attacca: "E' iniziato già il mercato delle vacche"

Inizia una settimana importante per l’amministrazione comunale di Caserta. Nei prossimi giorni, infatti, dovrebbe arrivare la convocazione ufficiale del consiglio comunale della seduta nel corso della quale si dovranno approvare i Consuntivi 2017 e 2018 oltre al previsionale 2019 che segnerà, in un modo o nell’altro, l’amministrazione di Carlo Marino. Le tensioni in maggioranza, in questi giorni non mancano, ma il sindaco è cosciente del momento ed anche per questo ha riunito, nei giorni scorsi, il referenti dei vari gruppi per sondare il terreno. Non sono mancate le discussioni sui problemi messi sul tavolo e del mirino sono finiti soprattutto i dirigenti, ritenuti troppo lenti nelle risposte alla città e soprattutto poco collaborativi nella risoluzione dei problemi.

Numeri alla mano, il gruppo di fedelissimi del sindaco è convinto di poter superare lo scoglio dei bilanci, nonostante i primi pareri del collegio dei revisori non siano eccelsi (per usare un eufemismo…). Difficilmente daranno il voto favorevole Mario Russo, Antonio Ciontoli, Gianfausto Iarrobino e Camillo Federico. Per gli altri si sente qualche mugugno, ma negli uffici di Palazzo Castropignano c’è comunque l’idea che alla fine i bilanci passeranno, anche grazie ad una opposizione che in questi anni non si è dimostrata “ferrigna e coesa”. Si rincorrono, in queste ore, indiscrezioni su possibili assenze da parte in consiglio comunale di Riccardo Ventre e di Enzo Bove, i due sfidanti di Marino alla carica di sindaco alle elezioni del 2016. Indiscrezioni da prendere con le molle e che, sicuramente, potranno essere smentite dalla presenza di entrambi in aula al momento del voto. Anche perché, ad un anno e mezzo dalla fine dell’amministrazione comunale di Caserta, il prossimo consiglio comunale sul bilancio avrà anche una valenza politica in vista delle future alleanze. Ed è chiaro che chi vorrà avere voce in capitolo in una futura coalizione alternativa al centrosinistra, oggi è chiamato a fare “vera opposizione”.

Chi sarà, invece, in aula pur senza avere necessità di aprire un dialogo col resto dell’opposizione è il gruppo di Speranza per Caserta, composto da Norma Naim e Francesco Apperti. E proprio dal gruppo ‘speranzino’ è giunto un nuovo attacco alla maggioranza in queste ore:“Le annunciate dimissioni dell’assessore Mirella Corvino sono l’ennesima dimostrazione non soltanto dell’incapacità del sindaco Carlo Marino di tenere unita la propria maggioranza ma anche che il tempo è scaduto e che già si preannuncia l’apertura del consueto mercato delle vacche” ha commentato il coordinatore di Speranza per Caserta Michele Miccolo dopo l’annunciata rottura tra il Centro Democratico e il primo cittadino. “Non è un caso – continua il coordinatore di Speranza – che nel comunicato di annunciata rottura, il Centro Democratico già preannuncia di guardare al futuro. L’unico futuro che i casertani possono immaginare per la loro città, in realtà, è il solito vecchio film. Da oggi alla caduta dell’amministrazione saranno in tanti a ‘lavorare per il futuro’, soprattutto i consiglieri e i candidati di Carlo Marino che, in larga parte, dovranno trovare il modo di farsi traghettare verso il centrodestra e la Lega, per fargli vincere le elezioni comunali. Poi si riunirà il solito consiglio comunale dei transfughi e delle vacche, come siamo tristemente costretti ad assistere dalla caduta dell’amministrazione Falco in avanti. Una vergogna che si consuma sul sangue dei casertani costretti a pagare, con due dissesti aperti e un terzo già ipotizzabile per la prossima amministrazione, le tasse più alte d’Europa per non aver alcun servizio degno di questo nome. Invito caldamente il sindaco Marino – conclude Miccolo – a prendere atto di questo ennesimo fallimento e a farsi da parte per evitare penosi scenari di scioglimento a causa della mancata approvazione degli sconquassati e pericolosi bilanci comunali”.

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