Sabato, 15 Maggio 2021
Attualità

Concorsone, scatta la protesta davanti alla Regione: "Eliminate la prova scritta"

Il consigliere regionale Zannini: "Bisogna dare certezze ai ragazzi, le coperture finanziarie non mancano"

La protesta dei borsisti davanti alla sede della Regione Campania

"No ad una ulteriore prova selettiva e assunzione immediata". E' quanto chiedono i 1800 vincitori del concorsone Ripam bandito nel 2019 dalla Regione Campania, che già da circa due anni svolgono percorsi di formazione-lavoro negli enti pubblici campani. Questa mattina i tirocinanti si sono dati appuntamento davanti alla sede della Regione per protestare contro le modalità selettive annunciate dal Ministero della Pubblica Amministrazione.

Il motivo del contendere è l'ulteriore prova scritta che dovrebbero sostenere per puntare all'assunzione definitiva. Una prova in realtà prevista dal bando del 2019, da sostenere al termine del tirocinio, se non fosse che il decreto legge 44/2021 ha semplificato tutte le procedue concorsuali, per fornire agli enti pubblici il personale che manca da anni e sostenere l'economia in crisi. I benefici del decreto non riguardano, però, i vincitori del concorsone campano. A prendere questa posizione così netta è stata la Commissione interministeriale Ripam, con avallo del ministro Renato Brunetta, che ha scatenato le ire dei 1800 tirocinanti.

Sulla questione è intervenuto il consigliere regionale casertano Giovanni Zannini, che quest'oggi ha partecipato all’audizione in commissione consiliare per dare il suo contributo al fine di garantire certezze sui tempi e sulla procedura di reclutamento. "Ho ribadito la necessità di mettere in campo azioni per tutelare gli idonei del concorsone non impiegati negli stage presso le pubbliche amministrazioni - fa sapere Zannini - Si lavora per una risoluzione comune. Il decreto Brunetta (in corso di conversione) ha eliminato la prova orale ma ha ribadito la necessità della prova scritta con un voto minimo di 21. Ritengo che, in sede di conversione, si debba valutare l'opportunità di eliminare il voto minimo di 21 atteso che i concorrenti siano in numero inferiore a quelli messi a concorso".

"Tanto più ritengo che debba essere prevista la possibilità di mettere a disposizione la banca dati da cui verranno attinti i quesiti relativi alla prova scritta - aggiunge Giovanni Zannini - Quanto, invece, agli idonei non borsisti, questi potrebbero essere collocati in posizione utile in coda alla graduatoria a cui potrebbero attingere i Comuni sempre attraverso lo schema formazione presso il Comune e prova scritta finale. Le coperture finanziarie non mancano".

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