Sindaco sfiduciato, si dimette anche il dirigente finito al centro delle polemiche

Nella lettera di addio si parla di "ingerenza politica"

Si dimette anche l’ingegnere Davide Ferriello. Dopo essere stato tirato in ballo nel caso Progest, il responsabile dell’area tecnica del Comune di Gricignano di Aversa stamattina (quasi in contemporanea con i consiglieri dimissionari) ha presentato una lettera con la propria rinuncia all’incarico “per motivi di salute” ma anche per “polemiche generate da chiara ingerenza politica”. Ferriello è stato chiamato in causa non solamente dall’ormai ex sindaco Vincenzo Santagata (che domenica prossima dovrebbe tenere un comizio pubblico) ma anche dall’ex vicesindaco Vittorio Lettieri.

Ma nel suo messaggio di ‘addio’ non è molto chiaro in quanto parla, nel congedarsi, di “motivi di salute personale generati dalla gestione di due uffici tecnici, nonché dalle polemiche di questi giorni, generate da chiara ingerenza politica in meri atti tecnici esperiti, come sufficientemente preannunciato, nel doveroso rispetto della normativa vigente, per tutti superiore, fino a prova contraria, a qualsiasi altra soluzione, mi impongono questa scelta”. Ma chi abbia fatto ‘pressione’ è poco chiaro perché il sindaco Santagata dice che “le ingerenze sarebbero semplicemente sul fatto che noi volevamo andare contro il suo parere favorevole visto che eravamo tutti d’accordo di dire ‘no’ a questo ampliamento della Progest”.

Santagata dà quindi ogni colpa al tecnico (che quindi avrebbe votato con la sua testa) ma non spiega perché a quella conferenza di servizi (visto che c’erano questi dubbi) non si sia presentato lui, come rappresentante della maggioranza, a dare il parere sfavorevole. Mentre Lettieri parla di “ingerenze” dicendo che il sindaco avrebbe imposto a Ferriello un ‘atto politico’ nel votare a favore “per chissà quale motivo”, facendo alludere a qualche accordo preso con la Progest. Fatto sta che alla fine tutti danno le colpe agli altri ma i veri ‘nomi’ e i veri ‘accordi’ di tutta questa vicenda non sono ancora usciti fuori. Il tutto a discapito di una cittadinanza che, da un giorno all’altro, si ritrova con un nuovo commissariamento nonostante avesse scelto un ‘cambiamento’ rispetto al passato. Cambiamento che c’è stato solo nelle parole, ma non nei fatti.

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