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Sabato, 18 Maggio 2024
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Il Comune chiude centro antidiscriminazione Lgbti: "Poca trasparenza". Imbarazzo nel Pd

Il partenariato non viene rinnovato. Giovine chiede l'intervento della segretaria Schlein, Donisi: "Situazione imbarazzante per amministrazione di centrosinistra"

Il Comune di Caserta "sfratta" il centro antidiscriminazione Lgbti+ di Caserta ed Atripalda, uniti nel progetto "Il Centro", che aveva sede nei locali di via San Gennaro a Caserta. Lo rende noto l'associazione Rain Arcigay di Caserta. 

Lo sfratto

Alla base della decisione del Comune di non rinnovare la convenzione con la concessione dei locali nell'ex Caserma Sacchi una serie di "criticità nel percorso attivato rispetto agli obiettivi iniziali". Tra le criticità riscontrate ci sarebbe anche "la litispendenza instaurata da codesta Associazione nei confronti dell'Ente" ma anche la mancata "condivisione nel processo decisionale, finanche nella volontà e scelta successiva di proseguire nel consolidamento dei servizi attivati alla luce delle opportunità" fissata dal decreto ministeriale dello scorso maggio. 

A ciò si aggiunga anche la troppo scarna rendicontazione delle attività progettuali da cui emergerebbe "un'insufficiente trasparenza nelle modalità di spesa e iun deficit informativo sui destinatari delle risorse e sull'imputazione dei costi". 

Le criticità sollevate, comunque, hanno inciso negativamente sul rapporto tra Comune e Associazione portando quindi al mancato rinnovo del partenariato (e quindi della sede). 

Arcigay: "Pronti a mobilitazione"

"Siamo stati aperti dal 1° giugno 2022 e abbiamo gestito 1911 telefonate al Telefono Amico e 1474 ore gratuite di psicoterapia e di supporto legale alle persone LGBTI+, erogati centinaia di test di screening rapido dell’HIV, della sifilide e dell’epatite C, creato momenti di formazione e di sensibilizzazione, senza contare l’impegno quotidiano di tutte le persone che hanno preso parte alle attività. Proprio per condividere questi servizi e il nostro impegno quotidiano, abbiamo pianificato una campagna di comunicazione nelle settimane a venire per promuovere i vari servizi offerti - si legge in una nota dell'associazione - Tuttavia, dopo l'inaspettata notizia da parte del Comune, ci troviamo ora a chiederci cosa dovremmo promuovere. Ci appelliamo al Comune di Caserta affinché rifletta attentamente sulle conseguenze di questa decisione. Siamo fermamente convinti che possa essere trovata una soluzione che permetta la continuazione dei nostri servizi così preziosi per la comunità LGBTI+. Siamo pronti a mobilitare la comunità in una grande manifestazione per far sentire la nostra voce".

Caserta Decide: "Intervenga segretaria Pd Schelin"

"Il Comune di Caserta ha inteso chiudere il Centro antidiscriminazione da orientamento sessuale e identità di genere gestito ottimamente da Rain Arcigay grazie ad un finanziamento ministeriale - dichiara il consigliere comunale di Caserta Decide Giovine - Parliamo di oltre 1900 chiamate ricevute e 1474 ore gratuite di psicoterapia e di supporto legale. Una vera follia. Chiudere presidi dei diritti in questo periodo storico è un gesto scellerato. Nella nostra città bisogna aprire una questione politica: il centro sinistra che fa scelte di questo tipo è molto lontano dal progressismo, dalla difesa dei diritti dei più deboli e delle persone discriminate. Mi chiedo cosa significhino i valori se quando si governa si sceglie di fare il contrario.
Presenterò un'interrogazione urgente ed attenzionerò la vicenda alla Segretaria del Pd Schlein e alla commissaria Camusso.Il Centrosinistra tutto ed il Pd in particolare dovrebbero fare una seria riflessione su quali figure istituzionali possano davvero rappresentarne la linea politica e tradurla in scelte amministrative", conclude Giovine.

Donisi: "Situazione imbarazzante"

Il mancato rinnovo della partnership "è grave perché un atto del genere è inaccettabile se compiuto da un'amministrazione di centrosinistra, inaccettabile sicuramente per il Pd - commenta il consigliere Dem Matteo Donisi - Non serve a nulla presidiare gli eventi di partito se poi quando si amministra lo si fa così. E' grave perché ancora una volta si tenta goffamente di nascondere dietro il tecnicismo la volontà politica - prosegue - In questo caso un dirigente revoca una convenzione adducendo dubbi sulla rendicontazione. Valutazioni che invece spettano a Roma, che ha rifinanziato l'iniziativa. E' grave perché quel centro aveva dato assistenza a tante persone che ne avevano bisogno, e non poter continuare ad offrire quel servizio è la cosa più vergognosa di tutte. Si risolva presto questa imbarazzante situazione, si ripara il centro quanto prima chiedendo scusa per la disattenzione. Evitiamo sin da subito che si debba chiedere conto a chi ha la responsabilità politica di tutto ciò", conclude.

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