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La Tari a Caserta sotto la media Nazionale

Si paga all'incirca il 9% in meno rispetto agli altri capoluoghi

Caserta non ha degli ottimi primati anzi solitamente è sempre 'in coda' nelle classifiche. Però stavolta è tra le città in cui si registra un dato positivo: relativamente alla Tari, tassa sui rifiuti, si paga all'incirca il 9 per cento in meno. 

Tra il 2018 e il 2022, ovvero in 5 anni, la Tassa sui Rifiuti (TARI), è aumentata mediamente del 7,7%, mentre nell’ultimo anno, rispetto al 2021, l’aumento è stato pari allo 3,7%. Tra il 2021 e il 2022 sono 65 le città capoluogo di provincia che hanno aumentato la tassa. In valori assoluti - spiega Ivana Veronese, Segretaria Confederale UIL – le famiglie italiane hanno versato nel 2022, per la tariffa rifiuti, 325 euro medi, a fronte dei 313 euro del 2021 e dei 301 euro versati nel 2018. È quanto scaturito dallo studio del Servizio Lavoro Coesione e Territorio UIL che ha elaborato i costi in 107 città capoluogo di provincia. Il campione si riferisce ad una famiglia composta da quattro componenti con una casa di 80 mq e reddito ISEE di 25mila euro. Nelle città in cui è in vigore la tariffa puntuale (TARIP/TARIC) si è fatto riferimento agli “svuotamenti minimi” e le tariffe sono comprensive dell’IVA 10%. La TARI è comprensiva del tributo provinciale ambientale (TEFA). In valori assoluti, nel 2022 - illustra Ivana Veronese - il costo maggiore si registra a Pisa con 519 euro medi l’anno a famiglia; a Brindisi si versano 518 euro; a Genova 489 euro; a Benevento 481 euro; a Messina 476 euro; Catania 475 euro; a Siracusa 472 euro; ad Agrigento 471 euro; a Taranto 459 euro e a Trapani 457 euro.

Caserta è una delle città in cui si paga meno in Italia, con 294 euro annui di media nel 2022, una cifra rimasta immutata rispetto al 2021 ma più bassa, e non di poco, rispetto alla media nazionale che è di 324,72 euro. A Caserta si registra una diminuzione consistente della Tari tra il 2018 e il 2022: -8,9% che la fa entrare nella Top Ten di questa speciale classifica guidata da Trapani (-30,8%) e a fronte di una media nazionale del 7,7%.

Dai dati scaturiti dallo studio, si evince che non c’è soltanto il tema dal caro bollette elettriche e del gas che pesano sui consumi delle abitazioni, ma anche il tema delle tariffe della raccolta dei rifiuti solidi urbani. Tariffe che pesano sul bilancio delle famiglie, soprattutto nel Mezzogiorno, dal momento che tra le prime dieci città dove la Tari è più alta, otto sono ubicate in quest’area del Paese. Rimane intatto - commenta Veronese - il tema dell’efficienza e dell’efficacia del servizio che ha bisogno di investimenti nelle infrastrutture inerenti al ciclo integrato dei rifiuti. A tal fine - conclude la Segretaria della UIL - vanno accelerati gli investimenti del PNRR e dei fondi della coesione europei e nazionali che riguardano il ciclo integrato dei rifiuti.

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