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Mercoledì, 19 Giugno 2024
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La Corte dei Conti promuove il bilancio del Cira

Approvata la gestione finanziaria 2019: si chiude con un utile pari a 5,23 milioni di euro

Per attuare il Programma nazionale di ricerche aerospaziali (Pro.R.A.), affidato al Centro italiano ricerche aerospaziali (Cira) società consortile per azioni con sede a Capua sono stati spesi, al 31 dicembre 2019, 429,3 milioni di euro su un totale di 428,7 milioni di euro stanziati.

L’esercizio finanziario 2019 del Cira chiude con un utile pari a 5,23 milioni di euro (a fronte della perdita di 3,15 milioni di euro nel 2018) dovuto al fattore, sostanzialmente una tantum, rappresentato dai positivi riscontri delle azioni di recupero dei crediti intraprese già dai precedenti esercizi. Il patrimonio netto della società a fine esercizio 2019, con un valore di 111,33 milioni di euro, mostra un incremento rispetto al 2018 (+4,9%).

E’ quanto si legge nella relazione sulla gestione finanziaria 2019 del Cira, approvata dalla sezione del controllo sugli enti della Corte dei Conti. La magistratura contabile osserva, in particolare, che nel 2019 il contributo statale finalizzato alla realizzazione delle opere previste dal Pro.R.A. si è portato a 6,1 milioni di euro rispetto agli 8,2 milioni del 2018, mentre quello destinato alla gestione delle opere realizzate e al funzionamento del Cira è passato da 21,7 milioni di euro a 21,9 milioni di euro.

A settembre 2020 è stato varato l’aggiornamento del Pro.R.A. la cui copertura finanziaria è costituita da 113 milioni di fondi ministeriali e 80 milioni dall’utilizzo delle risorse già nelle disponibilità del Cira iscritte nel bilancio. Per il triennio 2020-2022 il Cira è destinatario di un contributo aggiuntivo annuale di 4 milioni di euro attribuito da Asi per il funzionamento del programma Pro.R.A. e come sostegno alle attività di ricerca.

In relazione alla partecipazione societaria nella Aspen Avionics Inc., la Corte dei Conti ribadisce i considerevoli pregiudizi economici arrecati al Cira e ai fondi Pro.R.A.: la quota di acquisto di 3,14 milioni di euro è stata azzerata nel bilancio 2019 e l’ammontare delle consulenze affidate dall’azienda per le numerose problematiche emerse si attesta a oltre 379mila euro.

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