Venerdì, 17 Settembre 2021
Attualità Marcianise

Esilio in Sardegna per lavorare: esplode la protesta a Caserta | FOTO

La rabbia di dipendenti e sindacati: "Da Jabil a Orefice Generators. Lavoratori svenduti restano disoccupati"

Il manifesto di protesta affisso all'esterno della Jabil di Marcianise

"Da Jabil a Orefice Generators. Lavoratori svenduti restano disoccupati". E' il manifesto di protesta affisso all'esterno dello stabilimento di Marcianise dopo che l'azienda, con una email, ha comunicato il trasferimento dei 23 lavoratori ex Jabil in Sardegna per chiusura del sito. 

I lavoratori e i sindacati sono scesi di nuovo in strada per far sentire la propria voce. "Le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil di Caserta sostengono con grande forza la lotta delle Federazioni dei metalmeccanici Fim, Fiom e Uilm tese ad ottenere il rispetto integrale degli accordi sottoscritti in sede ministeriale dall’azienda Orefice Generators la quale, dopo aver goduto degli incentivi pubblici per la ricollocazione dei lavoratori ex Jabil e senza aver messo in campo neanche un’ora di attività produttiva, ha annunciato la chiusura dello stabilimento di Pascarola e il trasferimento in Sardegna dei lavoratori - sottolineano in una nota i sindacati - Tutto questo nonostante la denuncia dei lavoratori e delle Federazioni di categoria in merito al mancato avvio delle produzioni, le rassicurazioni dell’Assessorato al Lavoro della Regione Campania, le lettere inviate al Mise e alla stessa Jabil".

Insomma una storia davvero paradossale. Dal 25 maggio 2020, data di assunzione dei 23 lavoratori da parte del Gruppo Orefice, che produce gruppi elettrogeni, i dipendenti non hanno, in sostanza, mai lavorato. Tutti i lavoratori interessati, infatti, sono stati unilateralmente posti, prima, in ferie e, poi, in cassa integrazione. "Siamo ancora una volta di fronte all’ennesimo caso di un vero e proprio schiaffo ai danni di un territorio già fortemente provato sul piano produttivo e soprattutto occupazionale; di un clamoroso disimpegno unilaterale da accordi liberamente sottoscritti e incentivati da risorse pubbliche; di una presa in giro dello stesso governo nazionale garante degli accordi - aggiungono i sindacati - L’annuncio, infine, di voler trasferire in Sardegna i lavoratori che hanno accettato di fuoriuscire dalla Jabil con un accordo di ricollocazione presso Orefice oltre che essere una beffa ai danni dei lavoratori, è anche un maldestro tentativo per sfuggire dal prefigurarsi di una vera e propria truffa ai danni degli stessi lavoratori, del territorio, del sindacato e delle istituzioni". 

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Cgil, Cisl e Uil richiamano, dunque, "la Regione Campania e il Governo centrale a mettere in campo la loro forza e autorevolezza nei confronti di questa azienda affinché rispetti gli accordi: è intollerabile che vi siano non degli imprenditori ma dei “prenditori” di risorse pubbliche che possano pensare di prendere in giro un intero territorio, di non avviare nessuna attività produttiva, di andarsene indisturbati". I tre sindacati inoltre sollecitano le deputazioni regionali e nazionali elette in provincia di Caserta a intervenire con grande decisione verso la Regione e il Governo per far valere gli interessi del territorio e il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori. "In questo contesto abbiamo deciso di tenere un presidio alla Prefettura di Caserta il prossimo lunedì 13 ottobre alle ore 10 per sollecitare un autorevole intervento nei confronti della proprietà e l’immediata apertura di un tavolo di confronto con Governo e Regione Campania insieme ai quali sono stati sottoscritti e condivisi gli accordi di reindustrializzazione", concludono i sindacati.

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