Deposito chiuso, lavoratori Clp sul piede di guerra

Il trasferimento temporaneo a Pomigliano d'Arco non è stato gradito: "E' uno spreco di denaro pubblico"

Ad una settimana dalla chiusura temporanea del deposito Clp di Marcianise si accendono gli animi dei sindacati (Cisl, Cgil e Uil) che hanno inviato una missiva ai vertici dell'azienda di trasporto pubblico locale che gestisce il servizio urbano in gran parte del casertano, denunciando tutte le difficoltà venute fuori dalla modifica dell'organizzazione di lavoro. 

Turnazione, tempi accessori, media oraria, tempi di trasferimento da deposito a capolinea: sono queste le questioni salienti rimarcate nella missiva dai sindacati che hanno chiesto una convocazione nel più breve tempo possibile delle rappresentanze sindacali aziendali. Alle richieste dei sindacati fanno eco le preoccupazioni dei lavoratori. costretti al trasferimento temporaneo al deposito di Pomigliano d'Arco. Un trasferimento "non gradito dal personale già trasferito e da quello che rientrerà dalla cassa integrazione", sottolineano i lavoratori della Clp. 

"E’ alquanto singolare che questa scelta di chiusura (che peraltro continua ad essere pagata dalla Regione Campania), non consenta ai lavoratori limitrofi di avere un impianto nelle prossimità delle residenze abitative - denunciano i lavoratori della Clp - Per poter effettuare il servizio dei pullman dobbiamo percorrere quasi 40 km. Non comprendiamo, o forse sì (visto che questa scelta fu già presa ad agosto 2019 per l'impianto di Piedimonte Matese, poi scongiurata dall'Assessore al lavoro della Regione Campania Sonia Palmeri), chi è che risparmia. Immaginiamo di saperlo, visto che, la committente dei servizi, ovvero la Regione Campania versa sempre lo stesso importo per la gestione aziendale, anche dopo la chiusura del sito di Marcianise. Come diciamo da tempo la Clp non sta portando avanti una politica giusta volta realmente a migliorare l’efficienza del servizio, ascoltando le reali istanze dei lavoratori, dato che si sta limitando a effettuare scelte poco chiare ma soprattutto con uno sperpero di denaro pubblico". Insomma le preoccupazioni dei lavoratori trasferiti sono tante, anche perchè la chiusura del deposito di Marcianise rischia di protrarsi fino a settembre.

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