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Terreni della chiesa occupati da 35 anni, comune 'condannato' a pagare 1,7 milioni

Firmata una convenzione dopo che l’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero di Caserta non ha accettato la proposta dell'organo di liquidazione

Il comune di Recale decido di estinguere la posizione debitoria insorta nei confronti dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero di Caserta per effetto di alcune azioni giudiziarie degli anni scorsi attraverso la sottoscrizione di un idoneo atto transattivo. In pratica l'Ente dovrà sborsare la bellezza di 1 milione e 700mila euro alla chiesa. 

Una vicenda che parte addirittura 35 anni fa, il 6 maggio 1986 quando il comune disponeva l’occupazione temporanea in via d’urgenza di alcuni fondi di proprietà dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero di Caserta. Non avendo, tuttavia, l’Ente completato la procedura espropriativa, l’Istituto conveniva in giudizio il Comune innanzi al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, con atto di citazione notificato nell'aprile del 1995 per "sentirlo condannare al pagamento dell’indennità di occupazione, alla restituzione dei fondi illegittimamente occupati, nonché al ristoro dei danni ed al controvalore dei beni in caso di irreversibile trasformazione del bene immobile".

A seguito di un complesso iter giudiziario sviluppatosi nell’arco di un decennio e distribuito presso più gradi di giudizio il Comune di Recale veniva condannato al pagamento di un importo complessivo, riferito a tutti i giudizi, pari ad 2.255.593,35 euro oltre IVA e CPA, nonché ulteriori oneri accessori.

Solo che il Comune di Recale nel 2013 dichiarava lo stato di dissesto finanziario e quindi l’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero di Caserta chiedeva all’Organo Straordinario della Liquidazione di essere ammesso alla massa passiva per un importo di 2.222.885,18 euro. 

L’Osl ammetteva l’Istituto alla massa passiva per l’importo totale di 2.159.596,75 euro ma poi proponeva proposta transattiva con la quale venivano fissati i criteri e le procedure da seguire in ordine alla modalità semplificata di liquidazione. L'istituto tuttavia non aderiva alla proposta transattiva e quindi la vicenda in pratica non si potè concludere con il lavoro per 'sanare' le casse dopo il dissesto.

Nel dicembre 2021 la giunta comunale ha chiesto al dirigente di avviare una procedura per estinguere tutte le posizione creditorie e tra queste risultava ancora, chiaramente, quella con la chiesa. Dopo una serie di "colloqui e scambio di corrispondenza" l'Istituto ha manifestato la propria disponibilità ad accettare in via transattiva la somma complessiva ed omnicomprensiva di 1,7 milioni di euro pari al 78,7184 % dell’importo riconosciuto dall’O.S.L.

La 'querelle' si risolve quidi così con il parere favorevole del revisore dei conti e dell'area finanziaria. Nei prossimi giorni inizieranno i primi pagamenti delle spettanze. 

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