Venerdì, 19 Luglio 2024
Attualità Aversa

Pericolo crolli alla chiesa del Carmine: alla Curia il primo round dinanzi al Tar

I giudici amministrativi fissano la dead line per produrre gli atti sull'individuazione del legale rappresentante dell'Ente

Il Comune deve spiegare come sono giunti alla decisione di individuare la Diocesi di Aversa quale proprietaria della chiesa del Carmine e come destinataria dell’ordinanza commissariale di messa in sicurezza. Così ha deciso il presidente della Sezione Quinta del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania che ha emesso un’ordinanza con la quale ha concesso 60 giorni al Comune di Aversa, difeso dall’avvocato Giuseppe Nerone, “ritenuta la necessità, ai fini del decidere, che l’Amministrazione resistente, Comune di Aversa, depositi in giudizio copia dei provvedimenti impugnati, degli atti e documenti in base ai quali gli atti sono stati emanati e di quelli in essi citati, con particolare riferimento agli atti in base ai quali ha attribuito, alla ricorrente Diocesi la posizione di garanzia attribuita nell’ordinanza impugnata". In pratica, quindi, il Tar ha concesso due mesi al Comune per spiegare in che modo abbia individuato la Diocesi di Aversa, difesa dagli avvocati Carlo Maria Palmiero e Fabrizio Perla, come proprietaria della chiesa del Carmine e quindi come legittimato passivo destinatario dell’ordinanza di messa in sicurezza dell’immobile.

Lo scontro tra Diocesi e Comune 

A portare in Tribunale il Comune è stato il Vescovo della Diocesi di Aversa, in qualità di rappresentante legale della stessa, dopo essere stato destinatario di un’ordinanza a firma del sub commissario Eugenio Riccardelli dello scorso 8 febbraio ad oggetto: “Provvedimenti necessari all’eliminazione di ogni pericolo per la pubblica e privata incolumità presso l’edificio in Aversa alla Via Abenavolo n. 43”, con la quale il subcommissario prefettizio del Comune di Aversa "ordina al Legale rappresentante della Diocesi di Aversa (ovvero al Vescovo), di seguire ad horas e comunque non oltre 15 giorni dalla notifica i lavori necessari all’eliminazione di ogni pericolo per la pubblica e privata incolumità presso l’edificio in Aversa alla Via Abenavolo n. 43”, disponendo altresì, tra le altre cose, che “in caso di inadempienza a quanto prescritto dal presente atto di procederà alla denuncia all’Autorità Giudiziaria ai sensi dell’art. 650 del Codice Penale”. La Diocesi di Aversa ha avuto in uso la Chiesa del Carmine sino a circa l’anno 2013, quando vennero consegnati al Provveditorato alle Opere Pubbliche per l’effettuazione di lavori di restauro (G.U. 2/7/2012 n. 152), ad oggi incompleti e sospesi. Il comprensorio monumentale non è mai stato più restituito in uso alla Diocesi". 

La guerra tra Comune e diocesi: i primi due round alla Curia

Come in un remake di Peppone e don Camillo, i primi due punti li ha conquistati don Camillo alias la Diocesi di Aversa. Sulla scorta dell’istanza presentata dai legali della Diocesi, la Procura di Napoli Nord ha tolto la custodia giudiziaria dell’ex complesso del Carmine al responsabile dell’ufficio beni ecclesiastici, don Ernesto, per affidarla al Comune di Aversa nella persona del comandante della Polizia municipale Stefano Guarino. Una scelta risultata quantomeno singolare considerato che Guarino, (fresco di revoca del comando dal ministero del Lavoro e con una permanenza breve in Città) non è dirigente al Patrimonio né il rappresentante legale dell’Ente. In ogni caso il Tribunale di Napoli Nord non è entrato nel merito della diatriba relativa alla proprietà del bene ma ha, di fatto, estromesso la Diocesi confermando come la stessa non goda di diritti reali sul bene. E poi l’ordinanza di oggi con la quale il Tribunale Amministrativo chiede al Comune di chiarire come sia arrivato all’emissione dell’ordinanza nei confronti della Diocesi. 

Mentre Comune, Demanio, Diocesi e Soprintendenza litigano su chi (non) deve fare i lavori di messa in sicurezza c’è un allarme lanciato dal direttore dell’Ufficio beni ecclesiastici caduto nel vuoto e che ora colpisce in pieno il nuovo custode giudiziario, il comandante della municipale Stefano Guarino: “anche la cupola della chiesa potrebbe essere in pericolo di crollo, atteso il collassamento di uno dei pilastrini della lanterna che la sormonta”.

Un mese fa c’è stato il dissequestro temporaneo dell’intero complesso del Carmine per consentire ai tecnici inviati dal Demanio di verificare il mancato rispetto dell’ordinanza di messa in sicurezza del complesso sito in via Abenavolo. L’istanza è stata presentata lo scorso mese di marzo dalla Direzione Regionale della Campania dell’Agenzia del Demanio che, in accordo con il Comune di Aversa, ha scritto al Tribunale di Napoli Nord ed alla Procura Normanna chiedendo il dissequestro del complesso del Carmine. L’Agenzia del demanio ed il Comune, “si sono impegnati nel valutare, sotto il profilo tecnico-organizzativo, i lavori provvisionali finalizzati al conseguimento del certificato di eliminato pericolo una volta accertata l'inottemperanza della Diocesi di Aversa”. In realtà, poi, anche il Demanio è stato destinatario di una nuova ordinanza di messa in sicurezza del Complesso sito in via Abenavolo. Anche in questo caso l’ordinanza non è stata eseguita.

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