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Martedì, 18 Giugno 2024
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"Caserta rischia di perdere il centro storico", Donisi lancia l'allarme e presenta interrogazione

Il documento sulle ristrutturazioni degli edifici 'storici' realizzate in violazione dei regolamenti comunali

"Il paesaggio del centro storico di Caserta come siamo abituati a vederlo rischia di essere compromesso per sempre". Così il consigliere comunale Matteo Donisi che ha presentato un'interrogazione a risposta scritta, indirizzata al sindaco Carlo Marino, sulla questione delle ristrutturazioni degli edifici del centro del Capoluogo.

In particolare, l'interrogazione riguarda quegli immobili presenti in centro che sono sì antichi, nel senso di datati, ma non sono sottoposti ad alcun tipo di vincolo "storico". Tali edifici - stando alle normative - possono essere ristrutturati, con adeguamenti sulla staticità e sull'efficientamento energetico, in cambio di un aumento della volumetria esistente. 

Insomma, una questione che riguarda la maggior parte dei palazzi del centro storico: datati ma non "vincolati". Per le ristrutturazioni di tali immobili esistono, però,  piani comunali di recupero - l'ultimo realizzato negli anni '90 - che vanno a specificare "palazzo per palazzo" gli interventi che si possono o non si possono realizzare. 

Specifiche che sono molto stringenti: si regolamentano finanche i fregi, le ringhiere dei balconi, gli archi dei portoni, i pomelli delle finestre. In altri termini gli immobili andrebbero ristrutturati - anche con l'abbattimento e la ricostruzione ex novo - mantenendo le 'fattezze' che avevano in precedenza agli interventi con chiare indicazioni su come realizzare il "nuovo". E allora come è possibile che tali regolamenti non vengono rispettati? Come sono stati realizzati nuovi palazzi in pieno centro storico - da via Vico a via Sant'Antida - che stonano con il resto degli immobili circostanti? Come mai il regolamento comunale per il recupero degli edifici non viene rispettato? 

Questo il nocciolo dell'interrogazione di Donisi che si è avvalso nella stesura della collaborazione di tecnici, tra cui Raffaele Cutillo ed Antonio Vecchione e tecnici interni al Pd. Nel regolamento redatto circa 30 anni fa venivano indicati già una ventina di edifici qualificati come "deturpanti". A questi nel corso degli anni se ne sono aggiunti poi altri. Una stima di una trentina di edifici in città: ancora pochi per compromettere in via definitiva il paesaggio ma abbastanza da essere più di campanello d'allarme. 

"Di questo passo - commenta Donisi - il paesaggio del centro storico rischia di essere compromesso. Il trend va fermato immediatamente prima che sia troppo tardi. In pochi anni Caserta rischia di perdere il centro storico", conclude il consigliere dem. Si attendono risposte. 

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