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Sabato, 21 Maggio 2022
Attualità Frignano

Centro medico 'beffa' l'Asl al Tar

L'azienda sanitaria dovrà ridefinire le ripartizioni dei tetti di spesa

Il centro Salus di San Marcellino fa ricorso contro l’Asl di Caserta e vince al Tar ottenendo l’annullamento della delibera del direttore generale dell’Asl di Caserta della “definizione per gli esercizi 2018 e 2019 dei limiti prestazionali di spesa e dei relativi contratti con gli erogatori privati per prestazioni afferenti alla Macro-area della riabilitazione ex art. 26 legge 833/78”. In pratica il Centro Salus, operante già a Frignano, dopo essere stata autorizzata al trasferimento della struttura sanitaria nel Comune di San Marcellino al Corso Matteotti (per l’attività sanitaria di riabilitazione, presidio ambulatoriale di recupero e rieducazione funzionale in regime ambulatoriale/domiciliare) aveva chiesto all’Asl un incremento di risorse per le prestazioni. Solo che al Centro Salus veniva assegnato, quale limite di spesa, un importo totale per il biennio 2018/2019 di 1.582.954,75 euro, con un importo aggiuntivo di 8.650,91 euro. Viene però confrontato con una struttura vicina che ha ottenuto un budget superiore di 161mila euro e questo è la ‘goccia’ che ha fatto traboccare il vaso prima del ricorso al Tar. 

Per il Centro Salus “l’irrisorio incremento del budget riconosciuto alla struttura ricorrente sarebbe viziato da eccesso di potere in quanto dallo schema di delibera emergeva un incremento molto maggiore per il Centro Salus (pari a circa 120 mila euro), superiore a quello accordato alla struttura citata anche nel ricorso (circa 77 mila euro)”.

Il Tar della Campania fa notare che “la clausola di salvaguardia preclude, senza tuttavia prevedere sanzioni specifiche, alle strutture accreditate di promuovere contestazioni volte ad incrementare i tetti di spesa, ma non inibisce le contestazioni che, come nella specie, attengono al riparto dei budget tra le singole strutture nel rispetto del vincolo derivante dal tetto di spesa”. Secondo la Salus il riparto sarebbe illegittimo e per il giudice “le doglianze sono fondate sia pure nei limiti delle considerazioni di seguito svolte”. Secondo le resistenti l’attribuzione da parte della ASL di un maggior incremento del tetto di struttura in favore della controinteressata rispetto a quello riconosciuto alla ricorrente deriverebbe dal fatto che la prima è beneficiaria di un doppio accreditamento: quello per assistenza ambulatoriale e domiciliare (come la ricorrente) e quello per assistenza in regime semiresidenziale, laddove la ricorrente è titolare solo del primo tipo di accreditamento.

Rileva in contrario il Collegio che i limiti di spesa per struttura dovevano essere fissati ripartendo il budget relativo all’assistenza riabilitativa. “Emerge che i criteri per l’attribuzione dei budget alle singole strutture si fondano sui volumi prestazionali del quadriennio precedente, ma anche sulla localizzazione delle strutture, carenza territoriale, accessibilità, bacino e tipologia di utenza, vocazione e tecnologie disponibili della struttura. Tra i criteri di distribuzione, quindi, è rilevante non la circostanza che le strutture siano titolari di ulteriori accreditamenti, bensì quella relativa all’assistenza in regime residenziale e semiresidenziale, disciplinato dallo stesso DCA che introduce uno specifico tetto ancorato a propri sub-criteri”.

Quindi il giudice dà ragione al Centro e l’Asl convenuta dovrà quindi “emettere una nuova deliberazione entro il termine di 60 giorni dalla notifica/comunicazione della presente sentenza, con la quale dovrà nuovamente determinare la distribuzione dell’incremento dei tetti alle strutture costituite in giudizio, avendo cura di illustrare l’iter logico seguito ai fini della predetta determinazione. Dalla pronuncia consegue, altresì, l’annullamento delle richieste dell’Asl Caserta alla ricorrente di emissione delle note di credito, impugnate con l’ultimo ricorso per motivi aggiunti, fatta salva, ovviamente, l’adozione di eventuali nuove richieste qualora risultassero prestazioni rese in eccesso una volta adottata una nuova delibera di attribuzione degli incrementi dei tetti di spesa della ricorrente e della controinteressata, in linea con i principi dettati nella presente sentenza”.
 

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