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“No alle centrali termoelettriche con i soldi del Recovery fund”

Legambiente Campania boccia i progetti di Presenzano e Sparanise

Un’Italia più verde, più vivibile, innovativa e inclusiva. Così potrà diventare la Penisola da qui al 2030 se saprà utilizzare al meglio le opportunità e le risorse che l’Europa ha messo a disposizione dell’Italia con il Next Generation EU. Di ciò ne è convinta Legambiente che, nel giorno in cui viene audita in Parlamento in commissione ambiente della Camera dei Deputati, per dare una “scossa” alla recente discussione poco centrata sui contenuti presenta il suo Recovery Plan. Il documento in questione ci proietta verso l’Italia del 2030 e indica, per le 6 missioni indicate dall’Europa, 23 priorità di intervento, 63 progetti territoriali da realizzare insieme a 5 riforme trasversali necessarie per accelerare la transizione ecologica del Paese per renderlo più moderno e sostenibile, dando il via ad una nuova stagione della partecipazione e della condivisione territoriale. Tra i progetti da evitare e che Legambiente Campania boccia c’è la costruzione di una centrale termoelettrica a Presenzano (810 MW) e il raddoppio della centrale termoelettrica di Sparanise (1700 MW).

“Per affrontare la transizione energetica - commenta Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania - e rispondere alle esigenze di sicurezza e flessibilità della rete non è necessaria la realizzazione di nuove centrali a gas. Entrambi i progetti risultano oggi inutili dal punto di vista energetico e dannosi dal punto di vista climatico. Questi interventi devono essere accompagnati da un profondo pacchetto di riforme per accelerare la transizione ecologica: servono più semplificazioni, controlli pubblici migliori, un’organizzazione burocratica aggiornata professionalmente e all’altezza della sfida, una maggiore partecipazione con una nuova legge sul dibattito pubblico che riguardi tutte le opere per la transizione verde, per coinvolgere i territori e ridurre le contestazioni locali. Solo così – conclude Imparato - si darà concretezza al nome scelto per il PNRR: Next Generation Italia, con un forte richiamo agli impegni che si assumono per le prossime generazioni. Ma perché alle intenzioni dichiarate corrispondano i fatti è necessaria quella volontà politica che non abbiamo visto finora. È il momento di mostrarla a partire dalla nostra regione”.

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