Mercoledì, 17 Luglio 2024
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Il vescovo 'celebra' Vanvitelli: "La fede lo ha sorretto nelle difficoltà e la sua opera è inno di devozione alla città"

Le parole di monsignor Lagnese in occasione della Solenne Commemorazione nel 250° Anniversario della morte del Regio Architetto

"Luigi Vanvitelli è stato un uomo appassionato per questa terra e provò grande dolore quando si infranse il sogno di vedere Caserta come la nuova capitale del Regno. La fede lo ha sorretto nei momenti bui della sua vita e fu proprio la sua dimensione di credente, che coltivò fino all'ultimo con umiltà, plasmata nella devozione a San Filippo Neri, a San Francesco di Paola e alla Vergine, a sancire la volontà di voler essere sepolto in una fossa comune. Oggi noi tutti abbiamo il dovere di saldare un debito di riconoscenza e di rendere onore alla sua anima, che si è riversata nella bellezza di tutto ciò di cui siamo eredi". Si racchiude in queste parole l'essenza dell'omelia che il vescovo di Caserta, monsignor Pietro Lagnese, ha rivolto all'assemblea mercoledì scorso in occasione della Solenne Commemorazione di Luigi Vanvitelli nel 250° Anniversario della morte del Regio Architetto (1° marzo 1773) celebrata nella Parrocchia “San Francesco di Paola” a Caserta.

Un messaggio sigillato dalla richiesta di predisporre ogni anno la celebrazione eucaristica in suffragio del Maestro, nel luogo che è da considerarsi il suo memoriale, seguito dall'annuncio che, a partire dal prossimo 12 marzo, ogni domenica nella Cappella Palatina della Reggia di Caserta alle ore 12.00 sarà officiata la Santa Messa.

Le Celebrazioni Vanvitelliane si sono ufficialmente aperte in un tripudio di emozioni, raccolte soprattutto da don Biagio Saiano, guida spirituale della comunità parrocchiale di “San Francesco di Paola”, che con perseveranza e dedizione sin dal suo insediamento ha inteso attivare la promozione della cripta in cui Luigi Vanvitelli fu sepolto, la conoscenza storico-artistica della chiesa a cui era legato e del Liber Mortuorum, traccia della sua ultima volontà.

La cerimonia di commemorazione, svoltasi alla presenza delle più alte cariche civili, militari e religiose, è stata scandita da momenti di pieno coinvolgimento: dal Preludio sinfonico in onore di Vanvitelli, composto dal M° Pompeo Ferraro ed eseguito dal Gran Concerto Bandistico Città di Casagiove diretto dal maestro Francesco Di Gennaro, alla deposizione di una corona di alloro avvolta nel Silenzio suonato per rendere onore a Vanvitelli. Ricco di pathos il reading a cura del prof. Massimo Santoro, che accompagnato dalla delicatezza del violoncello di Ludovica Buzzanca del Teatro Classico Liceo “A. Manzoni”, ha declamato una lettera ideata da Nando Astarita su una selezione di pensieri estrapolati dalla fitta corrispondenza tra Luigi Vanvitelli e suo fratello Urbano, dando vita ad un monologo intenso che tocca le questioni morali pubbliche e private del grande genio. In tanti a rendere omaggio a Vanvitelli, tra questi Carlo Marino sindaco di Caserta e Giuseppe Vozza sindaco di Casagiove. La direttrice della Reggia Tiziana Maffei è stata firmataria insieme al presidente provinciale dell’Ordine degli Ingegneri Carlo Raucci, al presidente dell’Ordine degli Architetti Raffaele Cecoro, al presidente del Consiglio regionale della Campania Gennaro Oliviero, al delegato del presidente della Provincia, al questore Antonio Messineo, al delegato del prefetto, al presidente nazionale dell’Ordine degli Ingegneri Angelo Domenico Perrini, al presidente della Società di Storia Patria Alberto Zaza d’Aulisio, alla delegata dell’Infermeria presidiaria di Caserta Valeria Sacco e a tutte le autorità militari convenute, della richiesta rivolta ai sindaci di Caserta e Casagiove di conferire a Luigi Vanvitelli la cittadinanza onoraria post mortem avanzata dal Comitato di promozione della memoria. Storia e arte, tra passato e futuro, si sono poi fuse nella presentazione dell’opera “Luigi Vanvitelli” dell’artista Gustavo Delugan e nel momento dell’annullo filatelico che hanno inaugurato la visita alla cripta, ipogeo in cui è stato collocato l’antico Liber Mortuorum e la riproduzione anastatica digitale della maschera funeraria di Vanvitelli, che ci restituisce l’uomo nelle sue umane fattezze.

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