Mercoledì, 28 Luglio 2021
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Cave, Oliviero insiste e va allo scontro: "Emendamenti bocciati. Stop alle estrazioni"

La "guerra fredda" tutta casertana in consiglio regionale. Zannini: "Mia proposta chiara. Chi pensa altro è in malafede". Piscitelli e Desiderio sugli scudi

Non si arresta la "guerra fredda" tutta casertana sulle cave all'interno ed all'esterno della maggioranza in consiglio regionale.

Zannini: "Chi vede altro nel mio emendamento è in malafede"

Ieri c'è stato il chiarimento del consigliere Giovanni Zannini che ha ribadito come "il mio emendamento è chiaro per chi legge l'italiano - ha spiegato - Il mio emendamento mirava solo a vietare nei 500 metri attorno ai parchi regionali l'attività estrattiva. Ho concordato con la giunta che questa materia sarà oggetto di un provvedimento con cui la giunta regionale ridisciplinerà il Prae. Per cui abbiamo lasciato cadere l'emendamento. Chi capisce altro o è in malafede o non capisce l'italiano".

Oliviero: "Emendamenti bocciati. Basta estrazioni"

Secca la risposta del presidente del consiglio regionale Gennaro Oliviero. "Tutti gli emendamenti presentati al collegato alla stabilità regionale del 2021 sono risultati inammissibili in base alla valutazione degli uffici, anche quello sulle cave - sottolinea in un post su Facebook - Un atto dovuto dal punto di vista amministrativo e regolamentare. Sul punto, personalmente, preciso: sono da sempre stato un assertore che i paesaggi lunari delle cave vadano recuperati e bonificati, ponendo fine ad ogni attività estrattiva. Serve una nuova visione anche per guardare al futuro".

Fdi, Piscitelli: "No a deroghe per cavare"

A gettare benzina sul fuoco è il consigliere di Fratelli d'Italia Alfonso Piscitelli. "Una iperattività sulle cave è un’azione inutile - ha dichiarato il consigliere regionale Alfonso Piscitelli (FdI) - tra l’altro desta legittimi sospetti. L’impianto normativo esistente cioè il P.R.A.E. (Piano Regionale Attività Estrattive) e la legge urbanistica - ha aggiunto Piscitelli - stabiliscono dei percorsi abbastanza definiti che per la conurbazione di Caserta sono divenuti ancora più chiari nel momento in cui l’Università Luigi Vanvitelli ha ufficializzato il cronoprogramma che porterà il 16 giugno 2024 al completamento di tutti i lavori e all’apertura delle attività delle prime aree sanitarie e di ricerca. Per cui - ha sottolineato il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Piscitelli - è normale che ci si concentri più sulle deroghe che sulla parte in cui il collega Zannini propone di perimetrare le cosiddette zone contigue alle aree protette intervenendo su una legge di ben 36 anni fa, peraltro per larga parte superata dalla legislazione successiva. Perché - ha continuato Piscitelli - è la deroga di esenzione al regime che sancisce la non autorizzabilità di attività di cave a poter diventare uno strumento nelle mani di imprenditori della cavicoltura per poter cavare anche senza avere la formale autorizzazione a farlo all’interno delle zone contigue che ricadano in un’area detta per l’appunto contigua, estesa per 500 metri dal confine delle zone protette. Niente deroghe per cavare - ha ben marcato il consigliere regionale Alfonso Piscitelli - al fine di ripristinare la bellezza paesaggistica del territorio casertano e, in particolar modo, per rendere salubre lo stesso ambiente deturpato e reso protagonista di nefasti sviluppi tumorali nella popolazione". 

A fargli da eco è la senatrice Giovanna Petrenga che dichiara: "È stato superato il rischio che periodicamente si ripropone di continuare a cavare in Campania. Ci aspettiamo dal governo regionale proposte e programmi di risanamento ambientale sull’intero territorio campano e, in particolare, della provincia di Caserta. Proposte che possano segnare sviluppo e attrazione turistica, dove oltre ai monumenti si possano visitare i percorsi naturalistici per far apprezzare le bellezze paesaggistiche del nostro territorio. Interventi finalizzati alla bonifica ambientale renderanno il territorio di Caserta compatibile con la struttura sanitaria del costruendo Policlinico che insiste proprio sulla stessa area". 

Desiderio: "Consiglio comunale sulle cave"

E la replica a Zannini arriva anche dal Capoluogo. "Il mancato accoglimento del subemendamento presentato al Def della Regione - ribadisce il consigliere di opposizione Roberto Desiderio - per consentire un ampliamento dell’attività estrattiva non deve far tirare un sospiro di sollievo alla città, ma deve essere letto come il tentativo di una certa politica di ‘mettere mano’ ad un tema delicato come quello delle cave attraverso un colpo di mano. Pensare che si possa prendere una decisione così vincolante per il futuro di Caserta, sfruttando le maglie larghe della normativa con un subemendamento ad una materia che nulla ha a che vedere con l’ambiente ci impone di tenere la guardia altissima. E’ quasi banale dire che, chiaramente, chi pensa di poter decidere il presente e il futuro dei casertani con sotterfugi, mi troverà sempre dall’altra parte. Per questo motivo faccio leva sulla professionalità e sul senso civico del presidente del consiglio Michele De Florio affinché colga l’opportunità della mia mozione e convochi ad horas un consiglio comunale per discutere in maniera chiara della questione cave. C’è bisogno di aprire un tavolo di discussione serio, che nel consiglio chiaramente vede solo il momento iniziale, nel quale affrontare il problema con tutti gli attori. Caserta come città ha già dato in materia ambientale e immaginare che possano essere consentite proroghe o deroghe all’attuale normativa è assurdo. E’ necessario predisporre un piano di riconversione che includa anche i lavoratori attualmente impegnati nelle cave che devono essere parte attiva del processo di riconversione. Se necessario deve essere garantita loro una formazione professionale che gli permetta di continuare a lavorare in questa nuova mansione. Non possiamo permettere che la parte debole della catena possa diventare il paravento di operazione più grandi a danno della città. Attraverso questo processo virtuoso non si perderebbe neanche un posto di lavoro e, anzi, molto probabilmente, se ne creerebbero di nuovi. L’attività di cava, per sua stessa definizione, ha un inizio e una fine e nel caso di Caserta, questa fine, è stata spostata oltremodo nel tempo. A questo va aggiunto che il policlinico, che sarà pronto tra 27 mesi come hanno dichiarato il sindaco Marino e il presidente De Luca, è tecnicamente incompatibile con le cave. Appare evidente che oggi più che mai la città abbia bisogno di questo policlinico che assume il ruolo di un importante presidio sanitario, indispensabile dopo lo scoppio della pandemia, e di possibilità concreta per una nuova stagione di sviluppo per Caserta". 

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