Cava Monti, nuovo stop al piano d'indagine. La senatrice sbotta dopo il terzo vertice in Procura

Moronese dopo il vertice in Procura: "Prima che il progetto diventi esecutivo servirà un altro anno"

La messa in sicurezza e la bonifica della Cava Monti non sono ancora partite

Si è svolto giovedì, presso gli uffici della Procura di Santa Maria Capua Vetere, un terzo incontro sullo stato di attuazione delle azioni per la bonifica o messa in sicurezza della ex Cava Monti di Maddaloni. Dall’incontro è emerso che il piano d’indagine che doveva essere pronto entro il 29 ottobre 2019 ha subito un rallentamento e probabilmente potrà essere completato entro il prossimo dicembre, prima di essere trasmesso all’Invitalia che avrà il compito di preparare un progetto che a sua volta prima di divenire esecutivo necessiterà di ulteriori 12 mesi.

“Purtroppo da quando sono state richieste dal tavolo tecnico che si tenne presso gli uffici della Regione Campania queste ormai famose ulteriori indagini, è trascorso un altro anno, e ad oggi il piano d’indagine non c’è” dichiara la senatrice 5 Stelle Vilma Moronese, presidente della commissione Ambiente del Senato che poi prosegue: “Il lavoro che abbiamo fatto in Senato e che coinvolse tutti gli enti interessati che sono gli stessi di oggi e che diedero tutti l’assenso alla decisione di passare direttamente alla fase di messa in sicurezza permanente per risparmiare tempo e denaro, rischia di essere vanificato. Infatti se alla fine la decisione che fu presa il 31 Marzo 2016, sarà la stessa di cui si è parlato in Procura e cioè si arriverà a decidere entro l’estate del 2021 di effettuare una messa in sicurezza permanente che richiederà poi ancora ulteriore tempo per la fase di attuazione, avremo la foto di come siano trascorsi altri 5 anni sprecando ulteriori fondi pubblici per un intervento che andava già fatto molti ma molti anni prima e sul quale tutti concordavano”.

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Questo il commento duro della portavoce al Senato del M5S che si occupa dal 2013 di arrivare alla bonifica per la discarica abusiva che si trova nel Comune di Maddaloni, che poi aggiunge e conclude: “Questa situazione ad ogni modo non mi fa demordere e ringrazio sempre in modo particolare la dottoressa Troncone perchè grazie al suo lavoro e a quello della Procura, potremo raggiungere un risultato anche se non nel modo migliore. Spero che dopo tutto questo lavoro che stiamo facendo per restituire in tutti i modi una parte di territorio ai cittadini, il Comune non cambi la destinazione d’uso di quei terreni rendendolo ad uso industriale".

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