"Il complesso monumentale castello-torri deve diventare pubblico"

L'appello del comitato 'Il castello di Maddaloni ai maddalonesi"

"Se veramente si ama la città di Maddaloni il complesso monumentale castello-torri, per il quale nulla è stato speso e dal quale tanto si è guadagnato, deve diventare pubblico". Così in una nota il comitato 'Il castello di Maddaloni ai maddalonesi', che poi ripercorre tutta la vicenda del complesso castello-torri del comune di Maddaloni. "Nel Medioevo fu occupato o conquistato, di certo non comprato, da nobili locali; da allora si sono succedute guerre e calamità naturali che hanno ridotto male questo complesso - spiega il comitato nella nota - Negli anni, diversi sono stati ad ereditare questo complesso, gli utimi in ordine temporale sono state le sorelle De Sivo ed oggi il dottor D’Alessio. Questo bene nel tempo, senza alcuna manutenzione, diventa improduttivo ed anche antieconomico, oltre che pericoloso per la pubblica incolumità. Ci vorrebbero milioni di euro per salvare il salvabile, ma un privato cittadino non può farsi carico di questa messa in sicurezza, un ente pubblico ha altro per la testa ed allora si prova a rendere fruttifera questa proprietà. Viene aperta una cava calcarea, si sfrutta il suolo e la montagna fin dove non si sarebbe mai potuti arrivare con le attuali leggi e si lascia una ferita nel territorio che oggi è ben visibile dall’accesso alla proprietà dietro la Chiesa del Corpus Domini. Quella iniziativa ebbe fine ma illuminò; si iniziano a vendere milioni di metri quadri e cubi alle aziende estrattrici confinanti, regolarmente autorizzate allo sfruttamento, fino agli inizi degli anni 1990. Tutto ha una fine, la proprietà da vendere per lo sfruttamento è finita e anche le cave calcaree confinanti chiudono. Il business sembra finito ma così non è. Si inizia una guerra agli Enti che hanno autorizzato le attività estrattive e alle stesse attività estrattive. Si punta al risarcimento, legittime o pretestuose che siano le battaglie legali, saranno i tribunali a stabilirlo, nei fatti costituiscono un arma di difesa della proprietà rispetto agli Enti che negli anni hanno vanamente chiesto la messa in sicurezza dei luoghi per il pericolo che vi è per la pubblica incolumità. Si occulterebbero le prove di eventuali colpe".

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