Caserta sul podio delle province più giovani ma quasi uno studente su due fallisce

I dati dell'Atlante dell'Infanzia sulla dispersione scolastica implicita. Asili nido vuoti: solo un bambino su 200 nelle strutture comunali

Caserta è sul podio delle province più giovani d'Italia ma è ultima per numero di bambini che beneficiano di servizi comunali, come ad esempio gli asili nido che prendono in carico un solo bambino sotto i 3 anni ogni 200. E' quanto emerge dall'atlante dell'Infanzia a rischio redatto da Save the Children.

Nell'edizione particolare attenzione è stata dedicata alle bambine ed alle ragazze tra povertà ed abbandono educativo. Secondo il dossier, ragazze e ragazzi che mostrano seri deficit nelle competenze di base (così detta dispersione implicita), profonde diseguaglianze territoriali che si incrociano con quelle di genere. Osservando quelle sulla dispersione implicita di ragazze e ragazzi - vale a dire di quanti non hanno sufficienti competenze in matematica e in italiano secondo le prove Invalsi svolte a scuola - provincia per provincia, si nota un diffuso svantaggio dei maschi rispetto alle femmine: quest’ultime, infatti, ricadono nella sacca della dispersione implicita in poco più di un caso su 5, mentre per i ragazzi il fallimento formativo colpisce oltre un alunno su 4. Emerge anche una molteplicità di divari molto pronunciati, non solo lungo la direttrice Nord-Sud ma anche tra province geograficamente vicine. A

d esempio, nelle province del Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trento e gran parte della Lombardia, dove la scuola secondaria appare ben organizzata e più attrezzata a cogliere anche le sfide poste dai low performers, la loro quota è molto ridotta tanto per le ragazze quanto per i ragazzi. Questo sistema garantisce al Veneto di essere la regione, dopo il Trentino Alto Adige, con la minor incidenza di giovani Neet (cioè che non studiano, non si formano, non cercano lavoro). Questo risultato positivo non incide, tuttavia, sul divario di genere che sembra quasi amplificarsi, con i giovani maschi 15-29enni che non studiano né lavorano al 9,5% e le giovani al 15,6%.

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All’opposto, una regione come il Lazio, con una vocazione produttiva più sbilanciata sui servizi e la Pubblica Amministrazione, mostra la quota più elevata di studenti che frequentano il liceo rispetto alla formazione tecnica (oltre 7 ragazze su 10 hanno ottenuto un diploma liceale), tassi di dispersione implicita molto vicini alla media italiana sia per i ragazzi che per le ragazze, e un’incidenza di giovani Neet del 20% per i maschi e del 21,4% per le femmine. Nel Mezzogiorno, colpisce come in Calabria e in Sicilia oltre che nelle province di Caserta in Campania e di Foggia in Puglia, le percentuali di dispersione implicita siano drammaticamente alte tanto per le studentesse che per gli studenti (da un terzo alla metà degli alunni) ma con tassi sempre inferiori anche di 10 punti percentuali per le ragazze.

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