Casa Mastellone non è a rischio frana: rispunta l'opzione per il biodigestore

Il tecnico nominato dal Comune stringe la "zona rossa". Il sindaco di Valle di Maddaloni: "Pronti alle barricate"

Le tavole finite nella relazione del tecnico stringono il vincolo idrogeologico

Il biodigestore nella ex cava di "Casa Mastellone", a confine con Valle di Maddaloni, è fattibile. Lo ha messo nero su bianco il tecnico nominato dal Comune di Caserta Giuseppe Maria Grimaldi chiamato a valutare la riperimetrazione della zona a rischio frana per realizzare l'impianto che arriverà a smaltire circa 40mila tonnellate di rifiuti organici all'anno.

La relazione del tecnico

Secondo quanto scritto nella relazione del professionista nella zona di "Casa Mastellone" non sarebbe presente "alcun indicatore di franosità in atto o potenziale" per cui "si ritiene opportuno eliminare qualsiasi vincolo" di rischio idrogeologico. E ancora " le porzioni del sito oggetto di studio ... possano essere annoverate tra i siti a pericolosità nulla, quindi, a rischio nullo". Così si conclude il lavoro commissionato da Palazzo Castropignano. 

Il progetto definitivo

Il sito, dunque, torna in auge nonostante la progettazione definitiva dell'impianto sia stata approvata per allocarlo in località Ponteselice. Ma nei successivi step di progettazione - con l'iter per l'approvazione del progetto esecutivo ancora in corso - potrebbe cambiare la destinazione finale. Insomma, ci sono due aree individuate dove è possibile localizzare il biodigestore. 

Il sindaco Buzzo: "Pronti alle barricate"

Il nodo "Casa Mastellone", così, torna a preoccupare e non poco la vicina comunità di Valle di Maddaloni, anche perché a pochi passi dal terreno dove eventualmente potrebbe essere posizionato il biodigestore ci sono due pozzi che servono l'acquedotto comunale (per cui c'è stata anche una diffida da parte del legale nominato dall'Ente, l'avvocato Paolo Centore). "Ci opporremo con tutte le nostre forze, faremo le barricate - dichiara il sindaco Francesco Buzzo - E' una scelta infelice del Capoluogo. Un ecomostro del genere vanificherebbe tutti gli sforzi fatti per valorizzare l'Acquedotto Carolino che si trova ad appena 700 metri in linea d'aria. Oltre a tagliare le gambe ai piccoli produttori olivicoli ed alla Comunità Leo Amici che si trova a circa 200 metri dall'impianto". 

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