Manifesti "sessisti", il titolare: "Non volevamo offendere nessuno"

Orefice respinge le accuse: "Nutro profondo rispetto per le donne. Abbiamo solo celebrato la bellezza"

Giuseppe Orefice, titolare dell'atelier sartoriale per uomo Arold & Arold

"Non era mia intenzione offendere le donne". Respinge le accuse Giuseppe Orefice, il titolare dell'atelier sartoriale per uomo Arold & Arold con sede a Casapulla ed in via Don Bosco a Caserta, finito nei giorni scorsi nel mirino dell'associazione "Noi Voci di Donne" per alcuni manifesti ritenuti "sessisti"
"Con la nostra campagna pubblicitaria volevamo solo celebrare la bellezza - spiega - quella di una donna accanto ad un uomo in smoking. Non era nostra intenzione offendere le donne e se qualcuno si è sentito offeso ci dispiace e ci scusiamo. Siamo un'azienda storica, presente sul territorio da oltre 25 anni, che produce abiti sartoriali made in Italy. Non volevamo offendere nessuno". 

Un'accusa dura, quella di sessismo, che ha scatenato ira ed indignazione da parte delle donne. "Non sono sessista - ha ribadito - Ho una madre, una figlia di 17 anni, una compagna meravigliosa. Nutro profondo rispetto per tutte le donne". E sulla rimozione dei cartelli, richiesta da "Noi Voci di Donne", Orefice rivela: "Avremmo adottato provvedimenti probabilmente ma la campagna pubblicitaria è terminata ed i cartelli sono stati rimossi".

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