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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
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"Detenuti da reinserire nel tessuto sociale, la sfida più importante" | FOTO

Importante vertice nel carcere di Carinola alla presenza del Garante dei Detenuti della Regione Campania Samuele Ciambriello

"Oltre il muro dell'indifferenza perché del carcere non si vuole occupare nessuno. Per la società il carcere è rimosso e noi come possiamo fare da ponte da dentro e fuori?". Sono le parole del Garante dei Detenuti della Regione Campania Samuele Ciambriello che ha introdotto il convegno tenutosi presso la sala conferenze del carcere 'G. B. Novelli' di Carinola intitolato "Oltre il muro - contenuti e metodologie del trattamento penitenziario".

Incontro col Garante dei Detenuti a Carinola

Ospiti relatori dell'evento il Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Napoli Patrizia Mirra, il presidente del Cimp Campania Roberto Iannucci; il presidente e cofondatore del Cipm nonché docente presso l'Università Cattolica di Milano Paolo Giulini, il presidente dell'Ordine degli Avvocati di Santa Maria Capua Vetere Angela Del Vecchio.

Il focus è stato quello della funzione rieducativa della pena e le possibilità che il detenuto possa intraprendere un percorso sociale all'esterno. "Occorre fare rete, solo in questo modo con un dialogo diretto tra istituzioni è possibile un reinserimento sociale dei reclusi" ha sottolineato la presidente dell'Ordine degli avvocati sammaritani accompagnata dai consiglieri Paolo Falco, Patrizia Barbato, Bruno Amirante.

Dello stesso avviso il presidente del Tribunale di Sorveglianza di Napoli secondo cui "il muro di pietra che separa il recluso con l'esterno può essere superato con un contatto tangibile della società civile puntando su aspetti focali quali l'istruzione, la formazione ed il lavoro. Ogni persona che viene privata di conoscenza non può effettuare scelte di vita consapevoli e lecite. In merito al lavoro questo è uno strumento fondamentale nel processo rieducativo dei detenuti ma rappresenta un anello debole in Campania".

"Quando un detenuto esce dal carcere si porta dietro uno stigma - ha spiegato il Garante Regionale dei Detenuti - nonostante le imprese abbiamo agevolazioni fiscali e sgravi per l'assunzione di un ex detenuto questo viene sempre stigmatizzato ed il reinserimento nella società è difficilissimo. Basti pensare che sono solo 11 le realtà imprenditoriali casertane che hanno assunto presso di sé ex detenuti".

Il reinserimento sociale è ciò che difetta quindi nell'immaginario collettivo della società civile dove il pericolo della recidiva può essere alto. Vengono quindi offerti percorsi rieducativi a chi delinque anche se si sono macchiati di crimini infamanti come i reati sessuali. Da un punto di vista criminologico è stato effettuato un esperimento nel carcere di Bollate a Milano dove un gruppo di detenuti, sex offender, sono stati inseriti in un percorso riabilitativo che va dall'ascolto di gruppo alla somministrazione farmacologica e dove alcuni hanno mostrato una consapevolezza dei gesti criminali loro commessi come nel caso di un violentatore seriale che ha realizzato che le sue disfunzioni erano dapprima relazionali e che riconoscerle è stato un passo avanti nel percorso di riabilitazione.

"Un sistema di giustizia riparativa ha senso se si ha la riparazione del sé" - ha affermato il docente Giulini promotore del presidio criminologico milanese.

Presenti inoltre il primo cittadino di Carinola Giuseppina Di Biasio, il Tenente Colonnello Alessandro Boccacciari del IX Stormo dell'Aeronautica Militare di Grazzanise, il capitano Vincenzo Giudice dell'Ottavo Reggimento Bersaglieri della Brigata Garibaldi di Caserta. I saluti finali sono stati affidati dal direttore della casa circondariale di Carinola Carlo Brunetti.

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