Rivolte in carcere, arrivano due deputati di Fratelli d'Italia: "Serve un garante degli agenti"

Delmastro e Prisco accompagnati da Gimmi Cangiano hanno fatto visita alla casa circondariale della città del Foro

Andrea Delmastro, Gimmi Cangiano ed Emanuele Prisco

"Avevo assunto l'impegno di non abbandonare al loro destino gli agenti della polizia penitenziaria di Santa Maria Capua Vetere che nei giorni scorsi sono stati vittime di episodi discutibili. Sia fuori che dentro il carcere. Ed io gli impegni cerco di mantenerli sempre". Così Gimmi Cangiano, dirigente nazionale di Fratelli d'Italia e con ogni probabilità candidato alle prossime elezioni regionali in Campania, che questa mattina, insieme ad una delegazione provinciale di FdI Caserta e soprattuto ai parlamentari Andrea Delmastro (responsabile nazionale del Dipartimento Giustizia) e Emanuele Prisco (responsabile nazionale dei Rapporti con le forze di Polizia), ha fatto visita la carcere di Santa Maria Capua Vetere dopo le rivolte scoppiate nei giorni scorsi.

FdI: "Serve un garante degli agenti"

"Il parlamentare Delmastro - continua Cangiano - ha raccolto il nostro invito a far luce sulla ormai nota vicenda, interrogando un sempre più inconsistente ministro Bonafede ed ha ribadito che il nostro partito chiederà per i 44 agenti che al momento risultano indagati, un encomio per aver mantenuto sotto controllo una situazione che, in altre città ed in altre carceri, ha avuto epiloghi ben più drammatici. Delmastro ha anche stigmatizzato le modalità della notifica degli atti giudiziari, sottolineando come ci siano state regie occulte e criminali dietro i festeggiamenti e gli atteggiamenti deplorevoli da parte dei parenti dei detenuti, che hanno ancor di più mortificato l'onore e la dignità di chi rischia la propria vita ogni giorno, svolgendo un lavoro difficile, sottopagato e con turni massacranti". "A tal proposito - conclude l'esponente casertano di FdI - abbiamo lanciato l'idea, provocatoria ma non irreale, dell'istituzione di una figura che possa essere per gli agenti della polizia penitenziaria ciò che il garante è per i detenuti. Perché è francamente inverosimile che vengano trattati come criminali, decine di servitori dello Stato. E che vengano invece protetti e tutelati criminali che non hanno mai smesso di continuare a delinquere. Anche da dietro le sbarre di una prigione".

La Cgil incontra il comandante della penitenziaria e la direttrice del carcere

Anche una delegazione della Fp Cgil si è recata ala carcere sammaritano (nella giornata di mercoledì 17 giugno) per consegnare un messaggio di solidarietà ai dipendenti e dimostrare concretamente la massima attenzione dell’organizzazione sindacale in un momento così delicato. Erano presenti il coordinatore nazionale della Polizia Penitenziaria Stefano Branchi, il coordinatore regionale Orlando Scocca e provinciale Franco Falzarano oltre alla coordinatrice Funzioni Centrali per Caserta Carmela Ciamillo. La delegazione ha incontrato il comandante del corpo di Polizia e la direttrice del carcere ai quali ha ribadito l’intenzione di attendere che la magistratura faccia luce sulle questioni di carattere giudiziario.

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“Per quanto riguarda la sicurezza e l'incolumità dei lavoratori invece, non si può aspettare - ha dichiarato Carmela Ciamillo - Bisogna intervenire subito. Come Fp Cgil abbiamo delle proposte concrete affinché, partendo dalla valorizzazione del ruolo strategico che ricopre il personale di polizia, si giunga ad una nuova organizzazione del lavoro ed a un nuovo modello di vigilanza da attuare negli istituti”. La proposta della Cgil Funzione Pubblica è dunque quella di introdurre all’interno del sistema di “sorveglianza dinamica” un meccanismo premiale dei detenuti. “La Fp Cgil - conclude Ciamillo - sarà sempre presente sul territorio per vigilare sull’attuazione di questi accordi al fine di salvaguardare la sicurezza del personale penitenziario”.

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