700 cani rischiano di morire di fame perché i Comuni non pagano

Lo sconvolgente (ma non troppo...) caso del canile Santa Lucia: vanta circa un milione di crediti dagli Enti ma non riesce ad incassare un euro. Bove a CasertaNews: "Sono costretto a pagare anche le tasse sulle fatture non liquidate. Ho scritto anche al prefetto"

Il canile "Santa Lucia" è aperto dal 2001

Ha crediti per quasi un milione di euro nei confronti di Enti pubblici e per questo rischia di finire sul lastrico. Costretto a pagare tasse su fatture non pagate e compare da mangiare per i cani per non farli morire di fame. Il tutto senza riuscire ad ottenere ciò che gli sarebbe dovuto. 

700 cani a rischio ed operai senza stipendio

“Ormai siamo entrati in un tunnel e non si vede più la luce”. A lanciare un appello disperato a CasertaNews è Alfonso Bove, gestore del canile Santa Lucia di Cellole che racconta il vortice finanziario che sta sconvolgendo la sua vita ed anche quella dei circa 700 amici a quattro zampe che sono ospitati nella sua struttura. “Siamo aperti dal 2001 - racconta - ed i ritardi nei pagamenti con gli Enti pubblici sono sempre stati all’ordine del giorno. Ma adesso la situazione è diventata drammatica”. Al punto che Alfonso ha già dovuto ‘rinunciare’ a 4 operai e gli altri 3 fanno i conti con alcuni stipendi arretrati. “Le stiamo provando tutte, ho anche scritto al prefetto di Caserta ma finora non ho avuto risposta”.

Tutto perché i Comuni non pagano 

Il debito ammonta a quasi un milione di euro: la matassa più grande è quella col Comune di Sessa Aurunca (circa 500mila euro), che si aggiunge a Carinola (200mila euro), Cellole (100mila euro) e Mondragone (una parte residuale rispetto ad un accordo transattivo). “Pensi che nel 2017 siamo riusciti a cedere un credito certificato del Comune di Sessa Aurunca ad una banca, perdendoci una parte dei soldi ma riuscendo ad ottenere liquidità. Ma l’Ente non ha pagato neanche la banca, che adesso ha avviato un decreto ingiuntivo, e questo ha, in primis, bloccato anche i pagamenti delle mie fatture risalenti al 2016 e poi mi ha chiuso la strada per la cessione di un altro credito certificato perché il precedente non è stato liquidato” aggiunge Bove, sottolineando come “la situazione negli ultimi due anni è diventata non più gestibile. Cosa devo fare? Faccio morire i cani di fame perché non posso più comprare il cibo per loro? Oppure li libero tutti in strada? La verità è che ai Comuni dà fastidio avere i randagi in strada, ma una volta che sono in una struttura se ne dimenticano completamente”. E conclude amaramente: “Se poi aggiungiamo che io sono costretto a pagare allo Stato le tasse sulle fatture che una parte dello Stato non mi paga, appare chiaro che siamo proprio nel classico caso di cane che si morde la cosa. In tutti i sensi”.

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