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Cambia il nome della piazza del Comune: "Rappresaglia a memoria collettiva"

Lo spazio intitolato all'ex sindaco Domenico Vestini, papà dell'ex prima cittadina Patrizia, diventa piazza Municipio. Durissimo Racioppoli: "Vendetta per rancori personali"

Piazza Vestini, che ospita il nuovo Municipio di Recale, diventa piazza Municipio. Non solo. L'ex sindaco Domenico Vestini vede dimezzarsi anche la stradina che costeggia il Comune: resta a lui intitolato solo il tratto che da via Roma conduce, appunto, all'ex piazza a lui dedicata mentre il prolungamento dal Comune fino via Cavour sarà intitolato a Tarantini. 

Lo ha deciso la giunta comunale presieduta dal sindaco Raffaele Porfidia che ha apportato una serie di modifiche alla toponomastica cittadina. Per piazza Vestini la giunta ha deciso di attribuire una "toponomastica strettamente affine al luogo e alla posizione del sopracitato spazio", si legge nella delibera dell'esecutivo recalese. 

"Come cittadino, provo orrore per la rappresaglia compiuta contro la memoria collettiva e la storia della nostra comunità - commenta il consigliere d'opposizione Angelo Racioppoli - Il sindaco Raffaele Porfidia e la giunta hanno rimosso il nome di Domenico Vestini dalla piazza a lui intitolata di fronte al Municipio. Vestini è stato figura nobile, medico vicino ai bisognosi, sindaco di tutti e persona rispettata, che con sacrificio e amore ha contribuito alla crescita di Recale. Questa mossa cinica - dice ancora il consigliere di minoranza - ispirata da rancori personali e frutto velenoso di una politica intesa come gioco di potere e di vendetta, oltre a rappresentare un affronto alla democrazia e ai valori condivisi, colpisce la persona e gli affetti familiari più intimi e cari di Patrizia Vestini, figlia del compianto Domenico e lei stessa eletta – peraltro, unica donna – sindaco di Recale".

Racioppoli evidenzia che "tale comportamento, oltre a denotare la totale mancanza di empatia e di compassione, genera azioni divisive e distruttive per l’intera comunità; rappresenta un abuso inaccettabile, uno spreco di risorse pubbliche e denota la palese incapacità, da parte della maggioranza, di concentrarsi su questioni sostanziali e utili a migliorare la vita dei cittadini - prosegue - Ci troviamo di fronte all’ennesimo atto di una strategia di manipolazione politica che ci vorrebbe silenti e sudditi del bieco e arido bisogno di controllo sociale di chi fonda le sue scelte sulla paura e non sulla fiducia, indegno di ricoprire qualsiasi posizione di responsabilità o di governo. Trovo tutto questo rivoltante", conclude Racioppoli. 

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