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“Un commissario per l’emergenza brucellosi nel casertano”

La richiesta di Fratelli d’Italia sul tavolo del ministro. “La Regione ha fallito”

“Un commissario ad acta per affrontare l’emergenza brucellosi in provincia di Caserta”. E’ quanto ha chiesto la senatrice casertana di Fratelli d’Italia Giovanna Petrenga che, insieme ad altri colleghi, ha firmato una interrogazione al ministro della Salute Roberto Speranza sul tema che sta creando, da settimane, importanti proteste da parte degli allevatori dell’agro aversano, oltre che di Grazzanise, Cancello ed Arnone e Castel Volturno.

“La Regione Campania ha completamente fallito il piano di risanamento ed eradicazione di infezioni da Brucellosi bufalina e Tubercolosi, varato nel 2019” afferma la Petrenga. “Per questo chiediamo al ministro Speranza di intervenire al più presto, magari tramite la nomina di un commissario ad acta dotato dei più ampi poteri. Sono necessarie forti azioni a tutela della 'Bufala Mediterranea Italiana', patrimonio zootecnico unico per la sua importanza e di alto valore strategico per l'intera economia della Regione".

Nella interrogazione presentata al Ministro della Salute, si spiega che le misure previste dal piano di eradicazione varato dalla Regione, a cui ha lavorato l’assessore regionale casertano Nicola Caputo, “ad una prima analisi appaiono non sufficienti per quanto concerne l'isolamento dei capi, le azioni a sostegno del ripopolamento, la tempistica della campagna vaccinale, la tempistica relativa all'elaborazione dei risultati. A pagare il danno non sarebbero solo gli allevatori, ma anche tutta la filiera, compresa la trasformazione di un prodotto, la mozzarella di bufala, che in Campania vanta una denominazione di origine (DOP) tra le più importanti d'Europa, e la stessa areale di tutela, potrebbe esserne compromessa” sostengono, sottolineando che “la Commissione europea non ha mancato di ribadire che: "i risultati raggiunti negli ultimi anni in relazione alla salute delle bufale in Campania sono ben al di sotto degli obiettivi concordati e che in caso di mancato progresso nell'eradicazione della malattia, il sostegno finanziario dell'UE potrà essere interrotto”.

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