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Brucellosi, commissario regionale: "In tre anni scesa prevalenza malattia nel casertano"

Cortellessa interviene sulla vicenda dopo l'indirizzo del governo di nominare un organo nazionale per l'emergenza: "Indennizzi erogati regolarmente"

"Il Piano obbligatorio di eradicazione delle malattie infettive delle specie bovina e bufalina, emanato dalla Regione Campania l’8 marzo 2022, previa condivisione e approvazione da parte del Ministero della Salute, resterà in vigore fino al 31 dicembre 2027. A distanza di due anni dall’applicazione del programma, a fronte di una sostanziale invarianza del patrimonio bufalino esistente in provincia di Caserta, la prevalenza di brucellosi bovina e bufalina nel medesimo territorio è scesa sensibilmente rispetto al 2021, quando il dato era di oltre il 21%. Nel corso della prossima riunione di monitoraggio periodico, saranno resi noti i dati ufficiali". Lo annuncia il commissario regionale Luigi Cortellessa. 

Contro il piano regionale che il commissario Cortellessa sta attuando, gli allevatori del casertano protestano ormai da due anni, e proprio qualche giorno fa hanno ottenuto dai ministri Lollobrigida (Agricoltura) e Urso (Imprese e Made in Italy) la nomina di un commissario di Governo che dovrebbe sostituirsi alla Regione Campania nella risoluzione dell'emergenza brucellosi. "Gli indennizzi dovuti agli allevatori a seguito degli abbattimenti dei capi infetti, vengono ordinariamente erogati nei tempi previsti, salvo che non siano presenti motivi ostativi (interdittive antimafia, durc irregolari, ecc.) - prosegue Cortellessa - Prosegue anche l’opera di manutenzione dei canali di bonifica, al fine di scongiurare o limitare i casi di tracimazione e i conseguenti danni alle aziende agro-zootecniche. Non appena saranno ultimati gli impianti di bio-digestione, in corso di realizzazione nel Casertano, la Regione Campania avvierà un’importante campagna gratuita di prelevamento, trattamento e sanificazione del letame prodotto dagli allevamenti infetti da brucellosi e tubercolosi, attuando, così, una nuova e importante misura finalizzata all’eradicazione delle zoonosi".

Il commissario, inoltre, evidenzia come sia giunto nei giorni scorsi parere negativo all'estensione dell'autocontrollo da parte dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Teramo. "Il 4 agosto 2023, con due distinte missive, il Commissario Straordinario, facendo proprie le molteplici istanze degli allevatori, aveva chiesto al Ministero della Salute di autorizzare la vaccinazione delle bufale adulte e di concedere l’autocontrollo anche mediante l’impiego del test Sar, con l’ausilio dei veterinari in libera professione - prosegue la nota - Nel primo caso, il Ministero concesse l’estensione della vaccinazione delle bufale solo fino ai 12 mesi di età, mentre la richiesta di autorizzazione all’autocontrollo con la Sar è stata oggetto di parere negativo, espresso nei giorni scorsi dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Teramo, centro di referenza nazionale per le brucellosi. La motivazione del diniego è molto semplice: quanto richiesto non è consentito dalle norme nazionali vigenti. Ma, non a caso, questo Commissario straordinario aveva chiesto, in via eccezionale, una deroga, indicando anche la contestuale adozione di procedure che avrebbero da un lato ampliato le possibilità di autocontrollo per gli allevatori, dall’altro garantito le profilassi di Stato obbligatorie a cura delle Asl. E, sempre a proposito di previsioni normative, alla luce di quanto sostenuto nel corso di un recente servizio giornalistico, è utile sapere che: non vengono abbattute solo le bufale malate, ossia quelle che manifestano evidenti segni di brucellosi, ma, bensì, anche quelle infette, poiché, a loro volta, possono trasmettere il batterio agli animali sani; i test Sar e Fdc, esami eseguiti sul sangue degli animali nell’ambito delle profilassi obbligatorie per diagnosticare l’infezione da brucella, sono attendibili al 99%, così come affermato dal Direttore generale pro tempore dell’Istituto Zooprofilattico di Teramo, centro di referenza nazionale per le brucellosi, nel corso di un’audizione presso la Commissione Agricoltura del Senato della Repubblica tenutasi il 20 aprile 2023; le Asl non decidono presso quale mattatoio devono essere inviate le bufale infette da brucellosi o tubercolosi, ma trattasi di una libera scelta degli allevatori".

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