Biodigestore, ricorso bis di 4 Comuni contro Caserta: "Atti alla Corte Costituzionale"

Impugnata al Tar l'approvazione del progetto definitivo da parte della giunta comunale

Quattro Comuni contro il biodigestore a Caserta

Depositato il nuovo ricorso al Tar contro il biodigestore a Ponteselice. Ha preso il via l'iter giudiziario presentato dai comuni di San Nicola La Strada, Casagiove, Recale e Capodrise, unitamente al Circolo Legambiente di Caserta, al Movimento Speranza per Caserta, ai consiglieri comunali di Caserta Norma Naim e Francesco Apperti, tutti rappresentati dall’avvocato amministrativista Paolo Centore, che hanno impugnato il progetto definitivo dell'impianto, che potrà arrivare a smaltire 40mila tonnellate di rifiuti all'anno, approvato dalla giunta del Capoluogo. 

"I ricorrenti hanno contestato la competenza alla localizzazione dell’impianto, che non spetta né al Comune e né all’Ente d’Ambito, poiché il Testo Unico dell’Ambiente ascrive la competenza esclusiva alle province", fa sapere l'avvocato Centore. Infatti, nel 2018, il presidente della Provincia Giorgio Magliocca aveva dato indirizzo al dirigente per l'individuazione delle zone idonee e non idonee agli impianti di trattamento dei rifiuti. Nel ricorso anche la questione della mancata valutazione di impatto ambientale (Via) che non è stata inserita, nonostante il Comune di Caserta abbia approvato il progetto definitivo dell’impianto.

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Inoltre, l’avvocato Paolo Centore ha chiesto che il Tar Campania trasmetta gli atti alla Corte Costituzionale, perché la legge Regionale della Campania (la 14 del 2016) attribuisce agli Enti d’Ambito la competenza ad individuare le zone idonee a localizzare gli impianti di rifiuti che, invece, spetterebbe alle province per effetto del decreto legislativo 152 del 2006.

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