Biodigestore nell'ex cava, la senatrice: "Ritirate i fondi europei concessi al Comune"

Scatta l'interrogazione della Moronese al ministro Costa, tra i firmatari anche Santillo: si valuta anche un esposto in Procura

Il biodigestore "trasloca" nell''ex cava in località Mastellone

“E’ la terza interrogazione che depositiamo in Senato sulla questione biodigestore a Caserta, ormai è evidente che non si tratta di voler organizzare il ciclo dei rifiuti avendo cambiato localizzazione a questo impianto 4 volte in 4 anni. Abbiamo riscontrato inoltre numerose violazioni, pertanto chiediamo al Governo che vengano ritirati subito i fondi europei concessi dalla Regione Campania al Comune di Caserta”. Lo ha dichiarato la senatrice casertana Vilma Moronese portavoce del MoVimento 5 Stelle e presidente della commissione ambiente del Senato, che ha depositato un’interrogazione indirizzata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

Tra i firmatari dell’atto ispettivo c’è anche il senatore Agostino Santillo, anch’egli casertano, che commenta: “Il Comune di Caserta, sulla vicenda biodigestore ha sbagliato impostazione, non coinvolgendo in nessun modo la cittadinanza, e proponendo localizzazioni dell’impianto che sembrano state fatte di proposito non tenendo in considerazione i vincoli già esistenti, non abbiamo mai condiviso e ci siamo opposti sin dal primo giorno a queste scelte che come M5S reputiamo sbagliatissime per la salute dei cittadini”.

“Non sono da sottovalutare secondo noi alcuni episodi accaduti in questi 4 anni - aggiunge Moronese - in cui il Comune voleva piazzare questo biodigestore prima a Ponteselice, poi a Lo Uttaro, poi a Gradilli e oggi a Garzano in una cava dismessa e mi riferisco all’indagine della Direzione Distrettuale Antimafia che portò i carabinieri del Noe di Roma a perquisire la casa, lo studio del sindaco Carlo Marino e gli uffici del Comune. Ecco se a questo aggiungiamo che dopo tre giorni il sindaco si dimise dalla carica di presidente dell’Ato rifiuti, e sommiamo alcune consulenze che ha disposto il Comune a valere sull’anticipo dei 26,5 milioni di euro che provvisoriamente ha concesso la Regione Campania, ci viene qualche sospetto".

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"In questi anni - conclude la Moronese - abbiamo puntualmente denunciato tutto tramite atti pubblici attraverso le interrogazioni, adesso però se non verranno revocati immediatamente questi fondi al Comune che si stanno via via prosciugando per un impianto sbagliato e che molto probabilmente non vedrà mai la luce, vorrà dire che ci vedremo costretti a unire i puntini e valutare un esposto alla Procura competente, anche per mala gestione di fondi pubblici”.

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