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Il Comune non molla e trascina in tribunale la Regione sulla revoca dei fondi per il biodigestore

Palazzo Castropignano ha proposto ricorso anche contro il parere negativo della Sovrintendenza: "Impianto si farà a Ponteselice"

L'idea di realizzare un biodigestore a Caserta, in località Ponteselice, non è tramontata. Emerge dalla relazione di Silvia Grandi, verificatore del Ministero dell'Ambiente, nominato dal Tar nell'ambito del ricorso proposto dai Comuni di San Nicola La Strada, Casagiove, Recale e Capodrise, oltre al Circolo Legambiente Caserta, al Movimento Speranza per Caserta, Norma Naim e Francesco Apperti, tutti difesi dall'avvocato Paolo Centore. 

I giudici amministrativi con più ordinanze avevano chiesto al Comune delucidazioni sulla localizzazione dell'impianto di compostaggio e sulla volontà di Palazzo Castropignano di realizzarlo. Non avendo ricevuto risposte, il Tar ha nominato un verificatore esterno, individuato nel ministero dell'Ambiente che ha incaricato Silvia Grandi, direttore generale della 'Direzione economia circolare', di effettuare le verifiche richieste dal Tar.

Il verificatore nella sua relazione ha evidenziato come l'impianto abbia avuto sia il parere negativo da parte della Sovrintendenza ai Beni Culturali sia la revoca dei fondi da parte della Regione, che ha 'cassato' l'impianto casertano dall'elenco di quelli da realizzare in provincia di Caserta: un impianto di compostaggio aerobico a Casal di Principe e due impianti di tipo anaerobico a Cancello ed Arnone e Maddaloni. 

Il Comune, nelle sue repliche, ha ribadito la volontà di realizzare l'impianto e di volerlo fare a Ponteselice. Sia il parere negativo della Sovrintendenza sia la revoca dei fondi, infatti, sarebbero stati impugnati da Palazzo Castropignano con due distinti ricorsi al Tar. Insomma, "il Comune di Caserta ha a tutt’oggi interesse alla realizzazione dell’impianto oggetto di causa". Un'idea che non sembra essere completamente tramontata "in assenza di atti conclusivi con efficacia preclusiva rispetto alla realizzazione dell’opera, non è possibile escludere la praticabilità della stessa", evidenzia la professionista del ministero.

L’udienza definitiva di merito, sul ricorso dei Comuni e delle associazioni, si terrà il 3 luglio, quando il Tar dovrà decidere con sentenza sulla legittimità o meno della delibera con cui è stata disposta la realizzazione dell'impianto. 

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