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Biodigestore nell'ex cava, il deputato: "Scelta inadeguata, c'è il rischio frana"

Buompane critica il nuovo progetto sulla realizzazione dell'impianto: "E' dannoso per l'ambiente ma soprattutto per la cittadinanza"

Il nuovo studio sulla realizzazione del biodigestore non più a Ponteselice, ma in una cava dismessa in località Mastellone, affidato dal Comune di Caserta al professionista Giuseppe Maria Grimaldi, per un importo di 44mila euro (iva inclusa), continua a suscitare polemiche. Questa volta ad intervenire a gamba tesa sulla questione è il vice presidente della commissione bilancio alla Camera dei Deputati, Giuseppe Buompane.

"Sfortunatamente le difficoltà nello smaltimento dei rifiuti a Caserta sono noti a tutti - dichiara il deputato del Movimento 5 Stelle - Politiche inefficaci hanno caratterizzato gli ultimi decenni casertani. Tra questi c'è sicuramente la gestione per la realizzazione del biodigestore, del quale si iniziò a parlare nel 2016. Inizialmente, l'impianto doveva realizzarsi presso la discarica di Lo Uttaro ma i lavori non iniziarono a causa della protesta dei tanti residenti. Nel 2016 fu presentato un nuovo progetto che individuò la zona di Ponteselice. Tuttavia emersero sin da subito numerose criticità: l’impatto ambientale e la vicinanza con la Reggia di Caserta. Appare ancora una volta inadeguata, la scelta dell'amministrazione comunale di avviare la fase di valutazione per la realizzazione dell'impianto in una cava dismessa in località Mastellone, tra Garzano, Centurano e Maddaloni".

"La scelta del sindaco Carlo Marino e dell'assessore Francesco De Michele è stata fatta senza consultare il consiglio comunale - prosegue il deputato Giuseppe Buompane - I cittadini chiedono trasparenza in merito alle risorse pubbliche per gli incarichi di indagine su un sito che appare inadatto. La cava individuata è su un territorio sottoposto a vincoli regionali ed a rischio frana. La scelta non è quindi solo dannosa per l'ambiente, ma soprattutto per la cittadinanza".

"Auspico quindi che siano adottate decisioni diverse, in grado di stimolare veramente un processo virtuoso, volto prima di tutto alla riduzione della quantità e della pericolosità dei rifiuti e secondariamente, al recupero degli stessi, mediante riciclo, reimpiego o reintroduzione nei circuiti produttivi", conclude l’esponente del Movimento 5 Stelle.

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