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Bilancio, l’ombra del terzo dissesto: “Entrate sovrastimate”. Occhi puntati sulle mosse di Italia Viva

Desiderio punzecchia il presidente dei revisori. I consiglieri renziani presentano emendamenti: pronto il nuovo patto?

L’ultimo bilancio che l’amministrazione comunale di Caserta si appresta a votare in consiglio comunale (oggi c’è la prima convocazione, ma la seduta dovrebbe svolgersi, come consuetudine, lunedì in seconda) ha ottenuto il parere positivo del collegio dei revisori dei conti presieduto da Giuseppe Fattopace.

Ma, comunque, nella loro relazione consegnata ai consiglieri comunali, i revisori hanno evidenziato qualche problema nella tenuta dei conti tanto da spingere il consigliere comunale di Forza Italia Roberto Desiderio ad attaccare:“I revisori dei conti hanno il dovere morale e l’obbligo professionale di certificare se l’amministrazione Marino potrà causare il terzo dissesto, il secondo in cinque anni di governo dell’attuale giunta, senza avallarne artifizi contabili e operazioni creative, che hanno la sola funzione di nascondere la verità fino al voto”.

Ed ha aggiunto: “Vorrei chiedere al Presidente del collegio dei revisori cosa sia cambiato per giustificare una sua variazione di atteggiamento, rispetto ai conti del comune, tanto repentina – ha detto Desiderio rivolgendosi a Tommaso Fattopace – come è possibile evidenziare, nella sua relazione-parere, che il Comune di Caserta abbia delle entrate sovrastimate in bilancio – addizionale Irpef, Imu, - e poi, dare parere favorevole sullo stesso. Ricordo a me stesso che uno dei problemi storici dell’ente è dato dalla sua scarsa capacità d’incassare, tanto è vero che l’attuale amministrazione, con un’operazione molto discutibile e contestata, ha deciso anche di affidare all’esterno ulteriori servizi di riscossione, con aggravio di spese per le casse comunali e, quindi, delle tasche dei casertani. L’avallare una sovrastima delle entrate dell’ente non solo significa schiudere le porte al terzo dissesto, ma anche determinare la paradossale situazione, di far accrescere i debiti dell’Ente. E’ bene essere chiari: se in bilancio vengono inserite somme farlocche, è altrettanto vero che queste somme, per legge, possono essere spese entro la fine dell’anno, anche se nei fatti non sono nella disponibilità della cassa comunale”.

Ma questo non è l’unico interrogativo che Desiderio pone al presidente Fattopace. “Mi chiedo come mai abbia cambiato idea rispetto a quanto osservato in sede di approvazione consuntivo 2019, ove aveva sottoscritto un parere negativo non ritenendo esatta la somma di circa € 14 ml di sbilancio, ritenendo che mancassero “all’appello” altri 18ml, concretizzando così una somma matematica di 32 milioni,  pretendendo che fosse inserito e contabilizzato in quel consuntivo; oggi, invece, no – ha chiesto Desiderio – se il Presidente Fattopace abbia dimenticato che, appena qualche mese, asseriva che quello non era un buon bilancio consuntivo, perché non era possibile utilizzare l’anticipazione di liquidità, senza riportarla nel documento contabile, in quanto c’era una Sentenza della Corte Costituzione che impediva movimenti con anticipazioni di liquidità che non fossero annotate nel documento contabile e, oggi, che abbiamo anche la seconda Sentenza della Corte Costituzionale ciò può andar bene? Non voglio pensare che un tecnico accorto come Fattopace abbia avallato la ‘manovra creativa’ del neo assessore Martino che ha vincolato l’eliminazione della posta in bilancio ad un parere del ministero che, se arrivasse, dovrebbe derogare al dettato di due sentenze della Corte Costituzionale…: un’approvazione sottoposta a condizione sospensiva, e se non dovesse essere così? La verità è che, approvata questa manovra, già il mese entrante saremmo chiamati a ratificare un riequilibrio che rappresenta lo strumento per arrivare al voto per poi “scoprire”, il giorno dopo, che il Comune di Caserta sarà costretto a dichiarare il terzo dissesto previa sanguinosa manovra di riequilibrio”.

Ma il consiglio comunale sarà importante anche per capire le mosse dei consiglieri di Italia Viva che, tramite Giovanni Megna, hanno presentato degli emendamenti al bilancio. Potrebbe essere questo il modo per riavvicinarsi all’amministrazione Marino e sancire il nuovo patto verso le elezioni. Un accordo che dovrebbe vedere la partecipazione dello stesso Megna, Roberto Peluso e Pasquale Antonucci, mentre sarebbero più restii Gianfausto Iarrobino e Mario Russo. Ma in aula (anche quella virtuale) la verità verrà a galla.

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