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"Bambino autistico inserito in corso musica. Separazione da classe solo per calmarlo"

La replica della dirigente Marinelli dopo la denuncia della mamma di un alunno: "Rumori alti lo infastidivano"

I rumori alti, il vocio ed i rumori prodotti durante il laboratorio di musica a scuola lo rendevano nervoso. Per questo "l'eventuale separazione dell'alunno dal contesto classe ha sempre e soltanto avuto la funzione di consentirgli di calmarsi, per poi rientrare nel gruppo di lavoro quando possibile ed in base alle sue personali esigenze". E' questa la replica della dirigente scolastica del Terzo Circolo Didattico di Aversa, Anna Lisa Marinelli, in seguito alla segnalazione della mamma di un bambino autistico riguardante l'esclusione di suo figlio dalle attività extrascolastiche.

La dirigente, in una nota, evidenzia come il bambino, che frequenta la terza, risulti "regolarmente inserito nel percorso extracuriculare Pon 2014-2020, relativamente al modulo formativo di musica e canto corale "Senti come suona"" che è stato "fortemente voluto dalla famiglia in nome della inclusione scolastica dell’alunno". 

Il 24 novembre 2021, la dirigente aveva pubblicato avviso per chiedere "una risorsa aggiuntiva al momento non prevista dal modulo e di un approfondimento tecnico in ordine all'efficacia educativa-formativa-terapeutica per il bambino dell'impegno di ulteriori 2 ore per ciascun incontro, aggiuntive alle 8 ore giornaliere di permanenza a scuola ed alla tipologia di contenuti essendo pratica corale". La ricerca ha avuto esito positivo con un insegnante di sostegno che ha seguito l'alunno durante le attività extrascolastiche. 

Il bambino "è rimasto sempre inserito nel gruppo classe con l’esperto esterno e il docente di sostegno, ma molto spesso i suoni alti, il vocio e i rumori prodotti durante l’attività laboratoriale hanno determinato in lui delle difficoltà, rispetto alle quali si è reso necessario esercitare un  “contenimento ambientale” come elemento di depotenziamento o di “delimitazione” della crisi, incluso l’allontanamento del bambino dalla classe o dal luogo in cui stava accumulando tensione, come strategia per abbassarne il livello (esempio utilizzo della palestra o del cortile o di una altra aula ). L’eventuale separazione dell’alunno dal contesto classe ha sempre e soltanto avuto la funzione di consentirgli di calmarsi, per poi rientrare nel gruppo di lavoro quando possibile ed in base alle sue personali esigenze", precisa la dirigente.

Marinelli evidenzia poi come durante il periodo della sua dirigenza "questo istituto scolastico ha intessuto una proficua rete integrata con le istituzioni socio sanitarie locali (ASL e servizio sociale). Sono frequenti, presso questa I.S., Gruppi di Lavoro Operativi in favore dei discenti con certificata disabilità, nonché incontri di monitoraggio con il Servizio Sociale territorialmente competente per affrontare e supportare i bisogni dei nuclei familiari dei piccoli alunni. Talvolta, si è resa anche necessaria una interlocuzione diretta con la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli, quando venivano rilevati, dall’équipe interistituzionale, segnali predittivi di un enorme disagio". 

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