La Cgil scrive a De Luca per 'La Balzana': "Retromarcia del Comune rischia di azzerare tutto"

I vertici del sindacato preoccupati per le sorti dell'azienda confiscata ai Casalesi, dopo che il Comune ha deciso di uscire dal Consorzio Agrorinasce

"La decisione assunta dal Comune di Santa Maria La Fossa di uscire dal Consorzio Agrorinasce costituisce un duro colpo ad un percorso di lotta all’illegalità iniziato ormai più di 25 anni fa. Quanto sta succedendo intorno al caso de 'La Balzana', uno dei beni confiscati più importanti del Mezzogiorno, non può che destare preoccupazione". Lo scrivono Matteo Coppola (segretario generale della Cgil di Caserta) e Nicola Ricci (segretario generale della Cgil della Campania) in una lettera inviata al presidente Vincenzo De Luca, all'assessore regionale Mario Morcone e al prefetto di Caserta Raffaele Ruberto.

"La riappropriazione da parte della comunità di beni e aree una volta monopolio della criminalità organizzata deve continuare ad essere uno snodo fondamentale della lotta alle mafie e un punto di ripartenza per uno sviluppo locale fondato sul rispetto della legalità, sulla sostenibilità, sulla creazione di posti di lavoro - sottolineano i vertici della Cgil - Un modello lungimirante di buone pratiche ed economia sociale che ribalta le logiche criminali ed è vero antidoto al metodo mafioso di gestione del territorio e dell’economia. Un percorso che va certamente seguito ed accompagnato dalle istituzioni, locali e nazionali, e che deve vedere nella massima trasparenza il coinvolgimento delle ottime esperienze del terzo settore che si sono strutturate in questi decenni in Terra di Lavoro. Lo sfaldamento di un fronte unico e sinergico rischia di danneggiare il processo di lotta alla camorra e di restituzione alla comunità di spazi fisici e socio-culturali. È necessario, sul caso de La Balzana e su tutta la questione dei beni confiscati, individuare un insieme di soluzioni trasparenti, condivise, partecipate e di lungo periodo. Non si può sottovalutare che gli ultimi eventi di sabotaggi avvenuti nello stesso territorio e i mancati adempimenti da parte del Comune debbano farci preoccupare per l’abbassamento di attenzione su questi beni".

"Occorre che il Governo e il Ministero dell’Interno, l’Agenzia dei Beni Confiscati e la Regione Campania, ognuno secondo le proprie competenze, garantiscano la sopravvivenza di questi luoghi senza la perdita di finanziamenti già deliberati dal CIPE, come purtroppo già avvenuto in passato, cosicché questi possano continuare ad essere volano per la rinascita di Terra di Lavoro e presidi di legalità in un territorio troppo a lungo vilipeso dalla criminalità organizzata e duramente colpito sul tessuto economico, produttivo e sociale. In Campania e a Caserta non va abbassato il livello di guardia nella lotta alle mafie - concludono - Bisogna intervenire per vigilare e scongiurare qualsiasi iniziativa che finisca con il danneggiare una storia di impegno e rinascita civile dando continuità agli impegni economici assunti e chiedendo al Ministero dell’Interno di promuovere un tavolo istituzionale presso la Prefettura di Caserta per trovare, in uno spirito condiviso e di responsabilità, tutte le soluzioni utili a preservare le esperienze di legalità, di contrasto alla criminalità organizzata e di sviluppo del territorio".

Sulla questione interviene anche il responsabile nazionale Legalità e Sicurezza della Cgil, Luciano Silvestri che afferma: "Noi stiamo con l'assessore Morcone. Siamo infatti di fronte al paradosso di un progetto già finanziato, per la cui realizzazione la società civile ha lavorato insieme e in accordo con i comuni. Una inspiegabile retromarcia del Comune di Santa Maria la Fossa rischia di azzerare tutto. Forse il sindaco di quel comune (Nicolino Federico, nda) si è dimenticato che le mafie non sono una semplice quanto deprecabile rapina in banca. Le mafie - sottolinea il dirigente sindacale - esercitano il loro potere attraverso il controllo sociale ed economico del territorio, e per batterle c'è bisogno di un'azione corale delle Istituzioni e dei cittadini capaci di essere i protagonisti del riscatto sociale del territorio. La Cgil farà tutto ciò che le sarà possibile per non vanificare gli sforzi progettuali compiuti nel corso di questi anni. È giusto - conclude Silvestri - che l'Agenzia nazionale sui beni confiscati convochi rapidamente un tavolo di confronto e di lavoro con tutti i soggetti interessati".

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