"Giustizia lumaca, noi avvocati l'ultima ruota del carro. Serve subito una riforma"

L'avvocato di Parete: "Abbandonati da tutti, stanno mancando dei diritti essenziali dell'uomo costituzionalmente garantiti"

L'avvocato di Parete, Luigia Martino

"Ad oggi non sappiamo ancora in che modo ricevere i clienti nei nostri studi professionali e siamo senza alcun tipo di sostegno, né dallo Stato né dalla Cassa Forense. Come categoria professionale siamo veramente all'ultimo posto nelle priorità di questo Governo". Luigia Martino, consigliera comunale di Parete, candidata alle prossime elezioni Regionali con Italia Viva a sostegno del candidato presidente Vincenzo De Luca e avvocato, si fa portavoce delle perplessità di migliaia di avvocati che "sono allo sbando dal momento dello stop della giustizia. Tutto questo è assurdo: sta mancando uno dei diritti essenziali dell'uomo costituzionalmente garantiti, il poter difendersi davanti ad un giudice. Si sta andando avanti con udienze a distanza, con processi dove non c'è empatia, non c'è un vero contraddittorio e non c'è quella trattazione orale che è fondamentale dinanzi ad un giudice. Nei tribunali non sono stati capaci di creare dei flussi per l'accesso: ai supermercati e ai ristoranti è stato possibile, nei tribunali no. Ma di cosa vogliamo parlare? Sarebbero serviti dei semplici termoscanner per misurare la temperatura corporea e magari trovare due percorsi per entrata ed uscita. Ed invece no, si va avanti con le note di trattazione scritta, dove il tribunale invia una Pec, talvolta tardiva rispetto al termine perentorio di deposito disposto dal giudice, e l'avvocato deve inviare tutta la difesa del proprio cliente. Ma stiamo scherzando? E ci chiedono (come se non bastasse) di essere 'concisi' e di farlo in pochi giorni. Lo ritengo un grosso danno anche per i nostri assistiti, queste 'note brevi' sono anche lesive del diritto di contraddittorio e di difesa". 

E poi l'avvocato Luigia Martino sottolinea come "siamo stati dimenticati dal Governo e dalla cassa previdenziale. L'unica istituzione che si è ricordata di noi è stata la Regione Campania, col presidente Vincenzo De Luca che ha almeno concesso un bonus di 1000 euro a tutti i professionisti con partita Iva. Alla Cassa Forense sono arrivate troppe domande e praticamente sono stati 'premiati' solamente i più veloci mentre nonostante lo stop della giustizia e quindi la mancanza di lavoro ci chiedono comunque tutti i contributi che dobbiamo necessariamente onorare. Se non sono in grado di difenderci gli ordini, a chi dobbiamo appellarci?".

E quindi in chiusura: "Presto riaprianno i giudici di pace, ma ci sarà subito un dramma: al massimo si potranno fare 12 udienze in un giorno, quando invece prima del Covid se ne facevano 150. Bisogna subito lavorare affinché anche la giustizia si metta in carreggiata. Stiamo vivendo rinvii assurdi, anche tra 2 anni. Tutto ciò è improponibile, bisogna subito attivarsi affinché la giustizia sia più veloce e che possa dare risposte in tempi brevi a tutti quei clienti meritano (è un sacrosanto diritto) di ottenere una giusta sentenza".

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