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Mercoledì, 7 Dicembre 2022
Attualità Recale

Atti in ritardo, opposizione lascia il consiglio per protesta: "Pronti a rivolgerci al prefetto"

Sul piano triennale la stessa maggioranza chiede il rinvio ma poi approva il bilancio consolidato: "Noi non votiamo ad occhi chiusi"

"Il sindaco di Recale Raffaele Porfidia continua a preferire il disprezzo delle regole al sereno confronto istituzionale". L’accusa arriva da Angelo Racioppoli, che in un post di Facebook e su Instagram spiega perché: “ieri sera, durante il consiglio comunale, io e i consiglieri del gruppo “Insieme per cambiare”, Vincenzo Orballo, Angela Argenziano e Domenico Todisco, siamo stati costretti ad abbandonare l’aula per protesta. Stavamo discutendo gli ultimi due punti all’ordine del giorno: la variazione al Piano triennale delle opere pubbliche e l’approvazione del Bilancio consolidato. Il punto sul Piano triennale è stato rinviato, con il nostro voto favorevole – precisa Racioppoli –, perché ho fatto notare che qualcuno si era dimenticato di inviare alla minoranza la cartella degli atti: la maggioranza vota a occhi chiusi, noi no! Noi abbiamo il diritto e il dovere di studiare le carte. Sul Bilancio consolidato, poiché la relazione del revisore dei conti era arrivata solo il giorno prima, pensavamo che optassero per un secondo rinvio; e, invece, ha prevalso la dittatura dei numeri, alla quale ci siamo opposti lasciando i lavori".

E conclude: "Come al solito, la convocazione dell’assemblea è partita di venerdì con il giochetto della seduta straordinaria, che riduce a tre giorni i tempi di notifica e a due quelli per la visione degli atti da parte della minoranza (quando ce li fanno avere). Lavorare anche il sabato e la domenica per i cittadini resta un privilegio; avverto, però, il presidente del Consiglio Bruno Mingione che, se l’istituto della seduta straordinaria continuerà a essere immotivato e abusato, mi rivolgerò al prefetto".

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