“Il pre-dissesto non è una scelta politica. 44 milioni di crediti certificati dai dirigenti”

L’assessore alle Finanze Francesca Sagliocco risponde alle polemiche hanno portato alla bocciatura del bilancio: “La Guardia di Finanza non ha mai preso gli atti in Comune”

Francesca Sagliocco ed Alfonso Golia

“Il pre-dissesto non è una scelta politica che l’amministrazione può mettere in campo, ma scatta quando i parametri superano determinate soglie. Degli 8 parametri del rendiconto, solo quello dell’anticipazione di cassa era “fuori range”. Questo significa che non esistevano le condizioni per andare verso un pre-dissesto, ma stiamo comunque riequilibrando una situazione finanziaria disastrosa”. Così Francesca Sagliocco, assessore alle Finanze del Comune di Aversa, respinge al mittente le polemiche che hanno portato alla bocciatura del documento contabile in aula lo scorso 30 novembre e che mettono in bilico il futuro dell’amministrazione di Alfonso Golia.

La Sagliocco ha partecipato alla conferenza stampa del primo cittadino, dopo essere finita nel mirino della consigliera Pd Eugenia D’Angelo che prima del voto del 30 novembre aveva chiesto la sua revoca (insieme a quella della dirigente Gemma Accardo) ed ha voluto spiegare le sue ragioni, innanzitutto smentendo il consigliere Paolo Santulli relativamente all’acquisizione, da parte della Guardia di Fijnanza, degli atti dell’ultimo bilancio. “La Guardia di Finanza - ha affermato la Sagliocco - non ha sequestrato alcun atto, così come affermato dai consiglieri Pd, relativamente al bilancio”. E poi ha snocciolato i numeri che preoccupano gli uffici comunali, soprattutto quei 44 milioni di crediti non riscossi: “La maggior parte per Ici, Imu, Tari, Tosap e tassa sulla pubblicità; altri 30 milioni sono crediti di natura extra tributaria come canoni idrici, mercato ortofrutticolo e multe per il Codice della Strada”.

L’assessore ha aggiunto: “Ci accusano che i crediti non sono stati certificati dai dirigenti, invece lo hanno fatto. Loro chiedono una determina che non è prevista da nessuna normativa. Ma, soprattutto, mi è strano comprendere come questi rilievi con le relative certificazioni vengano contestati diversi mesi dopo l’approvazione avvenuta nel luglio scorso”.

La delegata alle Finanze (che ha ricoperto lo stesso ruolo anche con la giunta De Cristofaro) non nasconde le difficoltà che il Comune di Aversa ha nell’incassare queste somme: "Noi dobbiamo puntare a riscuotere di più. Oggi c’è stato un cambio di passo, perché il vecchio agente della riscossione è stato sostituito da un concessionario, la Sogert, che si sta occupando della riscossione coattiva. Sono state notificati 6 atti di ingiunzione ad altrettanti grandi utenti e sollecitati i pagamenti dal 2015 per il servizio idrico. Purtroppo quando un Comune ha difficoltà ad incassare, la legge prescrive che ci sia un blocco alla spendibilità di tali crediti e noi lo abbiamo fatto. Questo, del resto, è il motivo per cui abbiamo fatto emergere il disavanzo di quasi 19 milioni di euro nei mesi scorsi che abbiamo provveduto a spalmare in 15 anni”.

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