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Il manager dell'Asl Ferdinando Russo

Il manager dell'Asl Ferdinando Russo

Asl contro i sindaci: "Solo sciacallaggio dietro le accuse"

Il manager replica ai primi cittadini: "Assistenza territoriale funziona. Abbiamo oltre 16mila persone da monitorare e assistere"

"I sindaci che lanciano continue accuse fanno solo sciacallaggio". Lo ha dichiarato il direttore generale dell'Asl di Caserta Fedinando Russo all'Ansa entrando nel merito della polemica innsescata da molti primi cittadini del casertano che lamentano ritardi e disservizi da parte dell'azienda sanitaria locale. 

Ultimo ad iscriversi ai cahier de doleances che arrivano quotidianamente dai territori è stato il sindaco di Parete Gino Pellegrino che, senza troppi giri di parole, ha espresso il suo giudizio sull'operato dell'Asl: "Ha fallito nella gestione di tutte le fasi dell'emergenza", ha tuonato il sindaco della cittadina dell'agro aversano. Una dichiarazione che ha scatenato la reazione del 'numero uno' della sanità casertana, protagonista lo scorso aprile proprio con Pellegrino di una polemica a distanza sulla somministrazione di test rapidi ai cittadini più esposti, con lo screening avviato dal sindaco e contestato dall'Asl. Una querelle che aveva visto l'intervento dei Nas e annunci di querele.

Le nuove dichiarazioni di Pellegrino, così, sull'inefficienza del sistema sanitario hanno provocato la dura reazione di Russo. "L’assistenza territoriale funziona nonostante le oltre 16mila persone da monitorare e assistere, e si basa sul lavoro congiunto tra medici di medicina generale e i Team-Covid - ha dichiarato il manager dell'Asl - Il sistema territoriale – dice Russo – sta tenendo, è ovvio che assistere tutte queste persone non è semplice, ma ci stiamo riuscendo, con un’organizzazione che prevede vari step". Un lavoro enorme quello descritto. I numeri dell'Asl sono chiari: su 16395 attuali positivi i ricoverati sono 220 tra Maddaloni, Caserta e Santa Maria Capua Vetere. Gli altri, i cosiddetti pauci sintomatici o asintomatici, sono a casa e vanno assistiti a domicilio. 

"I ritmi di lavoro sono incessanti, prendiamo servizio alle 9 di mattina per finire di solito alle 22 o anche oltre - spiega il responsabile del team Covid di Grazzanise Vincenzo Grella - Assistere migliaia di persone è molto complicato, è vero che nelle scorse settimane abbiamo accumulato grandi ritardi sull’effettuazione dei tamponi, ma quell’arretrato, stimato in migliaia di test, stiamo riuscendo ad azzerarlo grazie ad un protocollo organizzativo attuato dalla direzione generale, che prevede la presenza di varie strutture interconnesse che entrano in azione a seconda della gravità dei pazienti. Ed oggi, non appena ci viene comunicata la necessità di effettuare un tampone a casa, riusciamo ad intervenire nelle 48 ore successive; si stanno poi rivelando fondamentali le postazioni drive-in, che abbiamo allestito in modo fisso ad Aversa, Mondragone, Teano, Santa Maria Capua Vetere; qui vi operano soprattutto infermieri. Basta pensare che ieri ad Aversa abbiamo praticato 980 tamponi al drive-in, due giorni fa oltre 1200; certo, spesso si creano file di auto, ma solo quei cittadini che vogliono avere informazioni. Alla postazione devono venire solo persone chiamate dall’Asl a fare il tampone".

Ma è il protocollo di intervento adottato dall’Asl che sembra funzionare. "Il primo input all’Asl – spiega Grella – arriva quasi sempre del medico di medicina generale, che allerta una struttura primo livello, il cosiddetto ‘team spoke’, composto da Usca (Unità Speciali di continuità assistenziale) che fanno prima visita a domicilio, interloquendo con i medici generici; qualora il paziente presenti sintomi più rilevanti – prosegue Grella – interviene una struttura di secondo livello, l’Hub, in cui i vari team sono formati da specialisti come pneumologi, cardiologi, anestesisti; questi team si interfacciano con il 118, ma per evitare di ingolfare il lavoro del servizio di trasporto, l’Asl ci ha fornito due ambulanze dedicate, che prendono i malati e li portano in ospedale a fare analisi importanti, come le tac o l’angiotac; ieri ne abbiamo fatte quattro".

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