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Il medico napoletano Paolo Ascierto

Il medico napoletano Paolo Ascierto

Coronavirus, Ascierto: "Lavoriamo al vaccino anche in Campania. Prima della Fase2 serve discesa costante"

Il medico ospite del Rotary Terra Normanna: "Il lockdown precoce ha permesso alla nostra regione di avere numeri più bassi rispetto al Nord". Graziano: "Dobbiamo riaprire gradualmente, ad oggi non sappiamo neanche se a settembre si potrà tornare a scuola"

“Prima di far partire la Fase2 vorrei vedere i numeri e, soprattutto, vorrei che fossero effettivamente in discesa”. E’ l’idea del professore Paolo Ascierto, direttore dell’Unità di Oncologia dell’istituto Tumori del Pascale di Napoli, intervenuto in un incontro ‘virtuale’ organizzato dal Rotary Club Aversa Terra Normanna, presieduto da Gianluca Cioffi, che ha visto come ospite anche Stefano Graziano, presidente della commissione Sanità della Regione Campania.

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“Noi oggi possiamo vedere il bicchiere sia mezzo pieno che mezzo vuoto - ha spiegato - perché i numeri sono ancora ballerini. Wuhan ci ha dimostrato che l’isolamento sociale ha permesso di arrivare a quota zero contagi ed è quella la strada che dobbiamo percorrere ancora. Se oggi in Cina ci sono nuovi casi, si tratta di persone di rientro che sono infettate. Ed è su questo che dovrà essere effettuata una riflessione profonda”.

Però la luce in fondo al tunnel si inizia ad intravedere: “La Fase2 - spiega Ascierto - si potrà avere dopo una fase di trend in discesa che dovrà durare almeno una settimana. Il dato importante che oggi ci viene dalla Protezione civile nazionale è il minor numero di ricoveri nelle terapie intensive, ma resta comunque il numero alto di persone che muoiono”.

Sui motivi della differenza di numeri, Ascierto escluda l’ipotesi di una ‘carica meno virulenta’: “Oggi non abbiamo certezza che il virus abbia attecchito meno in Campania perché più debole - ha sottolineato - perché non ci sono dati in tal senso. La chiave del minor numero dei contagi rispetto alle regioni del Nord Italia è stato il lockdown precoce, anche perché è ormai acclarato che il virus fosse in circolo nelle regioni settentrionali ben prima del 20 febbraio”.

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Ascierto ha poi ripercorso la “notte dell’idea” che ha cambiato il percorso della lotta al Covid-19, quelle ore tra il 4 ed il 5 marzo quando, dialogando in diverse chat su WhatsApp con diversi colleghi, venne l’idea di utilizzare il farmaco Tocilizumab. “Due fattori sono stati importanti - ha raccontato - In primis la velocità, visto che il 7 marzo, a 48 ore dall’idea, eravamo già pronti a testarlo; e poi l’aver scelto due persone che erano in condizioni molto gravi e su un paziente ha dato risposte importanti in 24 ore”. E poi, non mancando di rispondere alla polemica a distanza col professore milanese Galli, ha sottolienato: “Noi non cerchiamo coccarde o primati, vogliamo solo salvare pazienti. Tra qualche giorno finirà il ciclo di un mese della sperimentazione e questo ci sarà la possibilità di avere un report ufficiale”.

Ma il Tocilizumab non è l’unico farmaco che viene testato: “Stiamo provando anche altre strade partendo dall’idea che la chiave di questo virus si trovi nel sistema immunitario”. La vera svolta, però, ci sarà col vaccino. “Lavoreremo anche a Napoli su un vaccino insieme ad un’azienda che conosco e che può essere molto interessante. Speriamo di partire con la sperimentazione tra settembre ed ottobre, ma, pur accelerando, è difficile che arrivi prima di aprile-maggio del prossimo anno”. Per ora, dunque, si dovrà iniziare a convivere col virus, utilizzando i dispositivi di protezione e sperando che questo rallentamento dei contagi continui almeno per permetterci di tornare ad una vita ‘quasi normale’. Anche se, come ha sottolineato il consigliere regionale Graziano, "ad oggi non sappiamo neanche se a settembre torneremo a scuola. La situazione è ancora di allarme e dobbiamo ripartire gradualmente".

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