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20101230080441_Ufficio_postale

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Al Vomero ufficio postale chiuso nel pomeriggio

Napoli - " L'unico ufficio postale che nell'area collinare garantiva la possibilità di effettuare le operazioni anche in orario pomeridiano con apertura continua dalle 8,00 di mattina fino alle 18,30, dal 24 e fino al 31 dicembre sta effettuando...

" L'unico ufficio postale che nell'area collinare garantiva la possibilità di effettuare le operazioni anche in orario pomeridiano con apertura continua dalle 8,00 di mattina fino alle 18,30, dal 24 e fino al 31 dicembre sta effettuando l'orario ridotto con chiusura alle 13,30 - afferma Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, già presidente della circoscrizione Vomero -. E' quando annuncia un laconico cartello, senza indicare le motivazioni, posto all'ingresso degli uffici in piazza degli Artisti al Vomero ( foto allegata ) ".
" Eppure proprio in questo periodo, quando vi sono scadenze di vario tipo legate alla fine dell'anno, sono tantissime le persone, specialmente pensionati, che si recano alla posta per sbrigare gli affari più vari, ritiro di inesitate o di ratei di pensione, pagamenti a mezzo conti correnti, versamenti e prelievi su conti personali, invio di raccomandate e vaglia postali - prosegue Capodanno -. Al momento chi avesse un'operazione urgente da effettuare nel pomeriggio dovrebbe arrivare fino a piazza Matteotti, dove si trova l'unico ufficio postale che garantisce in tutta la città l'apertura fino alle 18,30. Una decisione che sta suscitando notevoli proteste anche perché l'ufficio in questione serve un'utenza di oltre centomila napoletani che risiedono nell'area collinare della città "

" Ci troviamo di fronte ad un servizio pubblico essenziale - continua Capodanno -. Se questo meccanismo venisse trasferito in altri servizi pubblici, come, ad esempio, quelli della sanità o dei trasporti, potremmo trovarci di fronte ad ospedali, funicolari e metropolitane che potrebbero funzionale, paradossalmente, con orario ridotto e solo nella mattinata. I servizi pubblici, specialmente di grande rilevanza sociale, non possono essere trattati alla stessa stregua delle attività commerciali, che pure, per i beni di prima necessità, devono garantire una continuità d'esercizio in qualunque periodo dell'anno ".
Sulla vicenda Capodanno chiede l'intervento del ministro delle comunicazioni e del ministro della funzione pubblica.

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