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Quando manca la 'cultura del verde'

Grazzanise - "Il podestà, oltre settant'anni fa, adornò le vie del centro antico di oleandri. Era pressappoco il tempo in cui la S.S. 264, ora S.P. 333, si presentava come un interminabile e fresco viale, di pioppi selvatici -da Capua alla curva...

"Il podestà, oltre settant'anni fa, adornò le vie del centro antico di oleandri. Era pressappoco il tempo in cui la S.S. 264, ora S.P. 333, si presentava come un interminabile e fresco viale, di pioppi selvatici -da Capua alla curva della Foresta (all'altezza di Carditello)- e di frondosi olmi, da quella curva a Castelvolturno. Ossigeno e benefica ombra, d'estate; nidi di passeri visibili fra gli spogli rami, d'inverno. Incuneandosi nel nucleo abitato grazzanisano, dove assumeva il nome di Via Cesare Battisti, quel viale accarezzava il corpo e l'anima dei cittadini. Oggi non è più così: distrutti, con "barbare" potature (ad opera dell'Anas, prima, e dell'Amministrazione provinciale, poi), dei pioppi e degli olmi non restano, in zona extraurbana, sui cigli della 333, che bassi arbusti germogliati sulle resistenti radici e a Via Battisti è il "deserto". Transitando, infatti, per la per centralissima via dedicata all'irredentista trentino (ricordato dagli antenati di Grazzanise insieme con Nazario Sauro e Guglielmo Oberdan ai quali pure furono intitolate due strade interne), pedoni, ciclisti e motorizzati non vedono neanche l'ombra di un solo albero. A Via Diaz, su cui si affaccia l'edificio della scuola primaria, il medesimo squallore. Se, a giustificazione dell'abbattimento degli olmi, furono da qualcuno evocati gl'incidenti mortali più verificatisi negli anni fra la città federiciana e la cittadina che sorge alla foce del Volturno, niente s'è mai capito dello strazio "arboreoclasta" avvenuto, a ciclici colpi di motoseghe, nel tratto urbano della provinciale; strazio appena mitigato, ma in Via Annunziata, dalla messa a dimora di piante un po' rachitiche un po' abbandonate a sé stesse dal giardiniere del Comune. Per fortuna e?generosa determinazione degli amministratori comunali, sono state collocate, però a spese di commercianti locali, circa quindici panchine pubblicitarie che si arroventano al sole estivo lungo il "deserto" Battisti. Spontanea e tuttora senza riscontro, dunque, una domanda: quale superiore scienza sarebbe stata necessaria per affiancarvi alberi per una godibile "siesta" delle affaticate signore coi carrozzini o dei peripatetici che -rubando le parole a Eduardo- "vann', veneno e tornano a gghì"? Di conseguenza, siedi in panchina e prendi l'insolazione. La verità, purtroppo, è che a Grazzanise manca una "cultura del verde", pur avendo avuto la civica amministrazione, negli ultimi anni, un assessore "verdissimo" dop, addirittura impegnato contestualmente in paese e nel capoluogo di provincia. La progressiva diffusione di un'adeguata sensibilità ecologica attualmente è compito soprattutto dell'assessore "al ramo" (mai locuzione fu così appropriata!): il dottor Vito Gravante, che è un medico specialista e sa, come e più della gente comune, quanti e quali vantaggi una massiccia "campagna" di ripristino di una rigogliosa vegetazione "intra moenia" potrebbe dare al cuore e ai polmoni dei cittadini. Egli -ne siamo certi- non riproporrà oleandri, dai fiori bianchi o rosa ma sempre velenosi, beccando i quali morivano, in passato, i "paperi" che tuttora troneggiano, al sugo o imbottiti, sulle mense di Grazzanise il 29 agosto, nella ricorrenza della festa del patrono San Giovanni Battista, chiamato, appunto, con filiale affetto, 'o papararo".

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