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'In nome di Dio fermate gli abbattimenti'

Procida - "Sono la signora Riccio Archina, vivo a Procida da 40 anni, sono sposata ed ho due figli. Dopo aver cambiato sette case nel 1998 ho avuto la forza, il coraggio e l'esigenza di costruirmi la casa abusivamente di circa 100 mq. Mi trovo...

"Sono la signora Riccio Archina, vivo a Procida da 40 anni, sono sposata ed ho due figli. Dopo aver cambiato sette case nel 1998 ho avuto la forza, il coraggio e l'esigenza di costruirmi la casa abusivamente di circa 100 mq. Mi trovo oggi a uscire fuori dalla mia abitazione perché il condono che ho pagato nel 2003 non è stato riconosciuto dalla legge italiana anche se sull'isola non vi è un vincolo paesaggistico assoluto. Chiedo solennemente la GRAZIA di SOSPENDERE L'ABBATTIMENTO al Presidente della Repubblica italiana, on. Giorgio Napolitano, al Presidente del Consiglio dei Ministri on. Silvio Berlusconi, al Presidente della Regione Campania, on. Antonio Bassolino, al Presidente della Provincia di Napoli, on. Luigi Cesaro, al sindaco di Procida, Gerardo Lubrano Lavadera e al Cardinale di Napoli Crescenzio Sepe. Sto vivendo quest'ultima settimana in una situazione precaria di salute, ho due figli minorenni e Dio solo sa quanti sacrifici facciamo ogni momento per andare avanti pagando di continuo con soldi e salute. Non ce la facciamo più, non so se dopo l'abbattimento della casa continueremo a vivere. In nome di Dio bloccate l'abbattimento: questa è la prima ed unica casa che ho. Non toglieteci la tranquillità familiare che abbiamo avuto fino ad ora; avere una casa è anche un mio diritto, siamo una famiglia felice. Perché il Governo vuole distruggere quello che c'è di buono? Non abbiamo mai chiesto aiuto al Governo, abbiamo pagato e continuiamo a pagare tante tasse con dignità e con l'aiuto di Dio troviamo il modo di andare avanti ogni giorno. Ho paura di morire e lasciare i miei figli ancora più soli e indifesi. Chiedo la GRAZIA alle principali cariche politiche ed ecclesiastiche poiché è già difficile andare avanti così. Non toglieteci quello che ci siamo riusciti a fare in diciassette anni di matrimonio. Vi prego di accettare questo disperato appello di mamma, di moglie e di donna di casa. Grazie per la vostra bontà d'animo".

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