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Colf e badanti: Arci e Cgil in piazza

Caserta - A pochi giorni dal termine per la presentazione delle domande di "emersione dal lavoro nero" per colf e badanti, i dati relativi alle pratiche effettivamente inviate sono del tutto differenti da quelle che erano le aspettative. Il...

A pochi giorni dal termine per la presentazione delle domande di "emersione dal lavoro nero" per colf e badanti, i dati relativi alle pratiche effettivamente inviate sono del tutto differenti da quelle che erano le aspettative. Il governo attendeva dalle 500.00 alle 750.00 richieste in realtà si è sfiorata appena la metà di questa cifra. Complice sicuramente l'atteggiamento di molti datori di lavoro che per risparmiare tempo, e soprattutto denaro, hanno preferito lasciare i propri dipendenti in nero. Ma hanno pesato soprattutto i limiti troppo restrittivi richiesti ai datori di lavoro: reddito annuale minimo di 20.000 euro, impossibilità di cumulare più rapporti di lavoro ecc.
Una vera e propria farsa dunque questa forma di regolarizzazione promossa dal governo che tra l'altro permette l'emersione dal lavoro nero solo per una categoria di lavoratori, come se gli altri potessero continuare a lavorare in situazioni di continuo sfruttamento, precarietà e senza poter essere tutelati in alcun modo.
Decreto legge che tra l'altro arriva a meno di due mesi dall'entrata in vigore del pacchetto sicurezza, che trasforma tutti gli stranieri non regolarmente in criminali, e dopo una serie di indecenti provvedimenti, non ultimi i respingimenti in mare di centinaia di persone che scappavano verso la speranza di una vita migliore.
Anche a Caserta le domande di regolarizzazione inviate al Ministero dell'Interno non hanno soddisfatto le aspettative. Si contano circa 6.600 domande inviate da tutta la provincia. Dai nostri sportelli congiunti Arci e CGIL di Caserta, Castel Volturno e Aversa, che hanno lavorato di concerto con il patronato Inca CGIL, sono state inviate oltre 500 istanze, pur registrando in tutto il mese di settembre almeno 3000 accessi di persone venute a raccogliere informazioni, le cui pratiche non sono però andate a buon fine a causa dei limiti imposti dal decreto.

Nonostante il dato positivo della regolarizzazione di un numero, seppur ristretto, di lavoratori stranieri il vuoto da colmare è ancora troppo grande.
Per questo Arci e CGIL, insieme con numerose realtà dell'associazionismo e del terzo settore, saranno in piazza a Roma il 17 ottobre per ribadire un forte dissenso nei confronti del pacchetto sicurezza, per una giusta politica di accoglienza, contro i respingimenti e per una corretta politica di asilo, nonché per richiedere l'allargamento dell'emersione dal lavoro nero a tutte le categorie di lavoratori.

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