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Alloggi, l'Apu critica la Regione Campania

Caserta - L' APU (Associazione Proprietari Utenti) stigmatizza l'assurdo comportamento della Regione Campania che, a fine luglio 2009, senza tenere in alcuna considerazione la richiesta di audizione formulata sia dalla scrivente Associazione, che...

L' APU (Associazione Proprietari Utenti) stigmatizza l'assurdo comportamento della Regione Campania che, a fine luglio 2009, senza tenere in alcuna considerazione la richiesta di audizione formulata sia dalla scrivente Associazione, che tutela centinaia di proprietari utenti, che dal SUNIA (Sindacato Inquilini), ha modificato, con L. R. n. 7 del 22 Luglio 2009, l'art. 55 della L. R. n. 1 del 30 Gennaio 2008, riguardante l'inalienabilità degli alloggi ERP acquistati dagli aventi diritto o loro eredi.
L'APU aveva richiesto la modifica dell'art. 55 della richiamata legge 1/2008 per ciò che riguardava aspetti francamente paradossali e incostituzionale, quali il diritto di prelazione permanente a favore degli enti anche oltre i 10 anni previsti dalla legge nazionale; l'estinzione della prelazione solo previo pagamento del 20% del costo e una ulteriore maggiorazione legata al periodo trascorso dall'acquisto; la farraginosità delle procedure per l'estinzione del diritto di prelazione; la retroattività delle norme anche per immobili acquistati da oltre 20 anni; la penalizzazione per gli acquirenti di non poter chiedere mutui per l'acquisto in presenza del divieto di costituzione di diritti reali sugli immobili.
Le proposte avanzate sin dal mese di maggio del 2009, su sollecitazione anche di centinaia di associati, prevedevano:
La modifica della norma per consentire alle banche di iscrivere ipoteca sui cespiti e permettere, quindi, agli acquirenti di rivolgersi ad un istituto bancario per l'erogazione dei fondi destinati all'acquisto; Un meccanismo più snello per il calcolo della somma necessaria all'estinzione del diritto di prelazione in favore dell'Ente, con la sostanziale modifica riguardante la temporalità del diritto da limitare ai primi 10 anni successivi all'acquisto, decorsi i quali il proprietario sarebbe stato libero di vendere a terzi l'immobile, senza essere vincolato a vita da una assurda compressione legislativa del diritto di proprietà, leso in maniera illegittima da una norma assurda, vigente per altro, solo nel territorio campano (in tutta italia, non esiste norma simile); La cancellazione della retroattività prevista dall'art. 55.

Ebbene, la norma approvata dalla regione campania a fine luglio ha, di fatto, risolto solo in minima parte i nodi sopra evidenziati, lasciando intatta la previsione dell'estinzione del diritto di prelazione anche dopo i 10 anni dall'acquisto del cespite e, in pratica, in perpetua, con tutti i problemi conseguenti.
Tale incomprensibile atteggiamento va assolutamente rivisto e l'APU si farà portavoce delle proteste dei proprietari utenti, tra questi l'assegnatari delle case popolari, dei comuni, delle ferrovie dello stato, delle poste, che si vedono lesi in un diritto sacrosanto che è quello della libertà, dopo 10 anni, di vendere il proprio immobile a terzi senza pagare alcuna cifra al precedente proprietario. Oltretutto con una lesione piena del diritto di eguaglianza costituzionale sia in raffronto agli inquilini delle altre regione italiane che della stessa regione campania che già abbiano alienato gli alloggi a suo tempo acquistati.

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