Pizzo di Natale ‘con lo sconto’. E c’era chi si faceva offrire anche cene con gli amici

I retroscena dell’indagine che ha portato ad 8 arresti dei carabinieri. Le vittime erano titolari di pizzerie e ristoranti

Avvicinavano i titolari di pizzerie e ristoranti di Aversa, Parete e Lusciano e chiedevano soldi per “i detenuti del clan dei Casalesi e le loro famiglie”. Sparando cifre altissime, che poi diventavano più piccole per far vedere di essere pronti a venire incontro alle richieste dei commercianti.

E’ un “pizzo con lo sconto” quello che hanno scoperto i carabinieri del Nucleo Investigativo di Aversa guidati dal tenente colonnello D’Amato che ha arrestato 8 persone (tra cui un ragazzo che all’epoca dei fatti era minorenne). Ma c’è di più. Perché gli inquirenti hanno scoperto che quando i titolari di pizzerie e ristoranti non riuscivano a pagare, il gruppo capeggiato da Gaetano Buonpane, 70 anni, e Giacomo D’Aniello, 59 anni, si faceva ‘offrire’ cene con gli amici.

Diverse vittime del gruppo non hanno pagato, secondo quando ricostruito dai carabinieri, ed appena hanno ‘scoperto’ le indagini in corso hanno ammesso di essere state avvicinate per le estorsioni. Il blitz è scattato a ridosso delle festività natalizie anche per evitare che potessero, intanto, effettuate le nuove riscossioni. Le richieste ai commercianti andavano dai 250 ai 15mila euro, a seconda dell’attività. Importanti sono stati i riscontri delle intercettazioni telefoniche a carico degli indagati.

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