Sindaco sfiduciato, l'ex sfidante: "Ha preso i voti di Lettieri, non poteva pensare di comandare da solo..."

Andrea Aquilante: "E’ assurdo che Santagata pensi il contrario"

L'ex candidato sindaco Andrea Aquilante

Santagata non può prendersi i voti della famiglia Lettieri e del suo gruppo in campagna elettorale, diventare sindaco e poi dimenticarsene dopo pochi giorni cercando di imporre la sua ‘autonomia’. Ha vinto le elezioni con un compromesso politico, e ora pensava di poter ‘governare’ dimenticandosi della famiglia Lettieri, padre e figlio. Non era lui il sindaco di Gricignano, e lo ha capito (forse anche lui) dopo appena 4 mesi di mandato. A guidare il Municipio erano coloro che oggi lo hanno mandato a casa”. Andrea Aquilante, l’ex sfidante proprio di Santagata, fa un’analisi lucida su quanto accaduto nelle ultime ore.

Le dimissioni di 4 consiglieri di maggioranza e quelle di 5 esponenti dell’opposizione hanno portato alla sfiducia nei confronti del commercialista Santagata e l’ex vicesindaco passa all’attacco: “Le migliaia di preferenze di Lettieri è chiaro che sarebbero pesate. E’ assurdo che Santagata pensi il contrario”. Entrando invece nella questione Progest, Aquilante entra proprio nel dettaglio della vicenda.

Sì perché “nel giro di pochi giorni il Comune, in due diverse conferenze di servizi riguardanti altrettanti impianti di trattamento rifiuti, esprime parere non favorevole per uno, non specificandone i motivi, e parere favorevole per un altro pur in mancanza di documentazioni e certificazioni richieste dall’Arpac”.

Per Aquilante “visto il parere dell’Arpac che chiedeva comunque nuove certificazioni all’Ente l’ingegnere Ferriello avrebbe avuto modo di dare parere sfavorevole alla Progest e quindi bloccare tutto il procedimento così come deciso (o comunque ufficialmente comunicato) da tutta la maggioranza. Ma è chiaro che Santagata abbia detto una cosa nelle riunioni di maggioranza e poi abbia detto altro all’ingegnere Ferriello”.

E quindi in conclusione risponde all’attacco di Santagata che ha detto che “tutta questa fase è scaturita da un permesso a costruire rilasciato dall’architetto Cavaliere durante il mandato del sindaco Moretti e del vicesindaco Aquilante. A questo punto non comprendo neppure le dimissioni di Moretti ed Aquilante motivati come dissenso all’ampliamento di Progest, quando proprio loro lo hanno consentito, rilasciando il relativo permesso a costruire”. Secondo il vicesindaco “il parere del tecnico Cavaliere non poteva essere messo in discussione altrimenti avremmo commesso un’ingerenza. Qua si parla solamente di conformità urbanistica e non di codici Cer che non è competenza comunale e soprattutto il tecnico Ferriello non può esprimersi su questo. Loro hanno avuto la possibilità di continuare l’istruttoria avviata da Cavaliere anche in virtù del parere dell’Arpac ma non l’hanno fatto. Probabilmente c’è qualche accordo alla base di questo parere favorevole che non ci è dato sapere”.

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