Domenica, 25 Luglio 2021
Attualità

Appalti paralizzati dal "caro prezzi": 16 sindaci scrivono a Marino

Chiesto un provvedimento per "riconoscere alle imprese gli incrementi straordinari intervenuti"

Il presidente Anci e sindaco di Caserta Carlo Marino

Sedici sindaci dell'agro aversano scrivono al presidente dell'Anci Campania Carlo Marino per chiedere interventi sul caro prezzi dei materiali edili che sta determinando gravi difficoltà alle imprese vincitrici di appalti nei Comuni.

La missiva - firmata da Alfonso Golia (Aversa), Nicola Affinito (Carinaro), Renato Natale (Casal di Principe), Marcello De Rosa (Casapesenna), Vincenzo Guida (Cesa), Vincenzo Santagata (Gricignano d'Aversa), Nicola Esposito (Lusciano), Gino Pellegrino (Parete), Anacleto Colombiano (San Marcellino), Vincenzo Caterino (San Cipriano d'Aversa), Giuseppe Dell'Aversana (Sant'Arpino), Tommaso Barbato (Teverola), Michele Apicella (Trentola Ducenta), Luigi Della Corte (Villa di Briano), Nicola Tamburrino (Villa Literno) - evidenzia "incrementi straordinari, che vanno ben oltre l’alea contrattuale – travalicando le normali fluttuazioni del mercato – che rischiano di compromettere la regolare esecuzione degli appalti in corso e in via di affidamento".

"Dal mese di novembre 2020 al mese di maggio 2021 si registra un incremento del ferro – acciaio tondo per cemento armato del 150%; il polietilene aumenta del 131%; il rame del 29,8%; il petrolio del 45,3%; il bitume del 21,9% ed il cemento dallo scorso dicembre a maggio 2021 aumenta del 10%. Anche il prezzo di noleggio e di acquisto dei ponteggi è aumentato notevolmente - ribadiscono i sindaci - I nostri Uffici tecnici ci segnalano che questa situazione rischia di bloccare completamente i lavori pubblici, con danni pesantissimi per il nostro Paese e per le imprese, che in alcuni casi sono costrette a richiedere la rescissione contrattuale. Infatti i contratti non risultano più economicamente sostenibili, con il conseguente rischio di un progressivo rallentamento dei lavori in corso, nonostante gli sforzi messi in campo dalle imprese per far fronte agli impegni assunti".

I sindaci chiedono "un intervento normativo urgente da parte del Governo, che consenta di riconoscere alle imprese gli incrementi straordinari intervenuti, evitando un “blocco” generalizzato degli appalti. Al contempo, la difficile situazione in atto è stata evidenziata anche alle primarie stazioni appaltanti di rilievo nazionale (ANAS, RFI). Anche l'ANAC sottolinea la necessità che venga adottata una misura normativa eccezionale senza la quale le stazioni appaltanti sono impossibilitate a riconoscere alcunché. Sono oramai più di sei mesi che questa impennata dei prezzi di acquisto di diverse materie rime non accenna a diminuire. Occorre un provvedimento urgente del governo che introduca un meccanismo di compensazione, finalizzato al riequilibrio contrattuale, per i lavori relativamente ai quali erano state formulate offerte anche solo pochi mesi fa. In questo provvedimento urgente, inoltre, il Governo dovrebbe prevedere la possibilità dell’applicazione del meccanismo della revisione prezzi che, almeno in una prima fase, potrebbe essere accompagnato dalla rinuncia da parte degli enti finanziatori a trattenere le economie d’asta lasciandole tra le somme a disposizione del Quadro Economico dell’Intervento così da consentire anche ai Comuni di poter far fronte a questa emergenza".

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