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Amianto nelle palazzine, i residenti pagano la bonifica

Il Tar aveva condannato il Comune a provvedere ma non è stato fatto nulla

“Stiamo procedendo di tasca nostra per rimuovere l’amianto dalle coperture delle nostre palazzine. Abbiamo pagato circa 4mila euro a famiglia, una somma ingente viste le nostre modeste condizioni economiche. E questo perché siamo stati completamenti abbandonati”. È davvero indignato Gennaro Amoriello, residente del rione Vanvitelli di Caserta e storico membro del comitato di quartiere che da anni si batte per la bonifica dell’amianto presente nelle palazzine del rione popolare più antico del Capoluogo. Tornano dunque ad accendersi i riflettori sulla questione “amianto” in città, anche alla luce dell’ultima ordinanza firmata dal sindaco Carlo Marino finalizzata ad una mappatura dei siti pubblici e privati interessati alla presenza di materiali contenenti amianto insistenti sul territorio comunale. “Delle sette palazzine rimaste ancora con l’amianto sulla copertura, due hanno già appaltato i lavori e una terza dovrà aggiungersi a breve – spiega Amoriello – Ovviamente l’intenzione è quella di dare mandato ad un avvocato per rivalersi contro il Comune e l’Istituto Autonomo Case Popolari (Iacp)”.

IL FINANZIAMENTO

La questione “amianto” al rione Vanvitelli è ultraventennale. La Regione Campania, a febbraio del 1999, concesse all’Istituto Autonomo Case Popolari (ente gestore dell’edilizia pubblica finalizzata all’assegnazione di abitazioni ai meno abbienti) un finanziamento di oltre 5 miliardi di lire per la realizzazione di opere alle coperture dei tetti con la rimozione del manto in eternit, contenente fibre in amianto fortemente dannose per la salute pubblica.

Ma i lavori di sostituzione del manto di copertura furono eseguiti solo a 310 abitazioni su 411, in quanto 101 alloggi furono acquistati dagli assegnatari e pertanto l’Iacp di Caserta provvide ad escluderli dal finanziamento regionale, chiedendo quindi ai nuovi proprietari di contribuire economicamente alla realizzazione dei lavori. Ma le ‘abnormi’ quote richieste dall’Iacp (superavano addirittura di gran lunga l’importo pagato per il riscatto delle abitazioni stesse) scatenarono le proteste dei proprietari e l’allora assessore regionale ai Lavori Pubblici Di Lello autorizzò l’Iacp di Caserta a porre l’intero costo delle opere di bonifica dell’amianto a carico del finanziamento stanziato dalla Regione.

L’INGIUNZIONE

Tuttavia, nel 2006, i proprietari dei 101 alloggi si videro recapitare un’ingiunzione di pagamento da parte del Comune, all’epoca guidato dal sindaco Nicodemo Petteruti, ad eliminare a proprie spese, entro massimo un mese, l’amianto dalle coperture delle palazzine, minacciando un’esecuzione in danno e denunce penali.

IL TAR

A tale ingiunzione i proprietari si opposero facendo ricorso al Tribunale Amministrativo della Regione Campania contro il Comune e l’Iacp di Caserta. I giudici del Tar accolsero il ricorso e con sentenza emessa nel 2007 condannarono l’Ente al pagamento delle spese processuali. Da quel momento in poi nulla più si è fatto per la rimozione e la bonifica dell’amianto dalle coperture delle 101 abitazioni ed è per questo che i proprietari hanno deciso, indignati, di procedere autonomamente ai lavori.

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