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L'ambulanza all'ospedale di Caserta

L'ambulanza all'ospedale di Caserta

Volontari dell'ambulanza senza stanza e senza bagni: "Ci hanno abbandonati" | FOTO

La denuncia della Caserta 09: "Cancello chiuso provoca ritardi nei soccorsi. Serve una postazione"

Volontari dell'ambulanza trattati come pacchi postali. E' successo all'ospedale di Sant'Anna e San Sebastiano dove gli addetti della Caserta 09, l'unica ambulanza rianimativa in provincia, si sono ritrovati senza stanze e senza bagni per l'attesa tra un intervento e quello successivo. 

"Siamo l'unica ambulanza rianimativa e copriamo tutto il territorio di Caserta e provincia traddando esclusivamente codici rossi - raccontano i volontari dell'ambulanza a Casertanews - Fino a qualche tempo fa eravamo ubicati in 2 stanze con due bagni. Una di queste ci è stata tolta con uno stratagemma: ci hanno chiesto le chiavi che ingenuamente abbiamo dato ed è stata cambiata la serratura. Siamo stati trasferiti prima in una singola stanzetta tra l'altro senza bagno. In tre in una situazione promiscua tra uomini e donne, ovvero autista infermiere e medico, non possiamo cambiarci per indossare la divisa di servizio, non abbiamo un semplice bagno  dove poterci lavare le mani dopo aver finito un intervento non possiamo espletare i semplici bisogni fisiologici".

Nei giorni scorsi, finalmente, qualcosa sembra essersi mosso. "Ci hanno dato un'altra stanzetta che si trova vicino alla Cardiologia - spiegano - In pratica tra di noi c'è una distanza di circa 600 metri e quindi quando arriva una chiamata dobbiamo prima radunarci per poi partire. Lì c'è il bagno ma è quello pubblico. Inoltre la stanza che ci è stata data è proprio accanto a quella dove fanno i tamponi per il personale sanitario". 

Inoltre "da pochi giorni l'ospedale di Caserta ha deciso di chiudere con una catena il cancello di uscita dell'ambulanza quindi siamo costretti a fare un giro enorme tra i parcheggi per i dipendenti con la speranza che ci sia la guardia che apre la sbarra per poter fare l'intervento". Un fattore che provoca "un enorme ritardo nella gestione dell'intervento".

"Ci sentiamo abbandonati eppure facciamo un servizio di emergenza. Abbiamo bisogno di una postazione", concludono.   

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